di Arnaldo Capezzuto
C’è davvero poco di assistito. Altro che e-bike e scooter elettrici: a Napoli la bici a pedalata assistita è una vera moto che supera i 90 km/h. Non solo si mette a rischio l’incolumità dei pedoni, ma anche la sicurezza di chi guida questi veicoli. Non è obbligatorio indossare il casco, neppure avere gli specchietti e tanto meno una copertura assicurativa.
“Secondo il Codice della Strada — spiega un agente di polizia municipale addetto ai controlli — il motore elettrico deve attivarsi solo quando il ciclista pedala, fornendo un aiuto fino a un massimo di 25 km/h. Se si tende a superare questa velocità, c’è un meccanismo che ne blocca la progressione”.
Stamane a piazza Dante è scattato un blitz, tuttora in corso, organizzato dalla Polizia Municipale con il supporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha fornito un’apparecchiatura con rullo in grado di misurare la velocità delle biciclette e dei mezzi elettrici a due ruote. Le pattuglie in moto della municipale intercettano in strada i veicoli e li conducono in piazza Dante, dove vengono effettuati serrati controlli.
“Procediamo al controllo dei documenti — sottolinea l’agente — poi verifichiamo l’effettiva velocità del mezzo e se siano state apportate modifiche, come spesso riscontriamo. Se l’accertamento è positivo, scatta la sanzione del caso con l’obbligo di prima immatricolazione, assicurazione e uso del casco. In alcuni casi si procede direttamente con il sequestro del veicolo”.
Tanti i mezzi a due ruote pizzicati e condotti nella centrale di controllo allestita in piazza. Le bici a pedalata assistita “made in China” sono vere e proprie moto elettriche con freni a disco anteriore e posteriore, ammortizzatori e ruote con pneumatici da cross. Un telaio robusto, sovradimensionato nell’ipotesi in cui la velocità non superi i 25 km/h. Il responso, neanche a dirlo, è che la velocità quasi in tutti i casi supera addirittura gli 80 km/h.


















