Un coppia con figli minori occupa senza titolo un immobile di proprietà comunale, e per il Comune di Napoli non ha diritto a chiedere la residenza. Ma il giudice accoglie il ricorso d’urgenza, ordinando al sindaco Gaetano Manfredi di iscrivere il nucleo all’anagrafe: come persone senza fissa dimora. Lo stabilisce un’ordinanza del Tribunale di Napoli, compensando le spese di giudizio. Nell’agosto 2024, all’atto di chiedere la residenza, la coppia precisava come la donna risultasse “occupante abusiva dell’immobile” nel quartiere Avvocata, ed “il Comune di Napoli le ha chiesto il pagamento dell’indennità di occupazione” affermano le carte. Tre mesi dopo, l’uomo – precisando di aver attivato le utenze per la fornitura di elettricità e gas – ha depositato istanza di trasferimento di residenza, da un altro comune campano a Napoli. Alla Municipalità 2, il funzionario dell’Anagrafe ha però opposto un diniego, ai sensi del cosiddetto decreto Lupi del 2014. La norma, voluta dal governo Renzi, preclude di effettuare l’iscrizione anagrafica all’indirizzo di un immobile occupato abusivamente, anche se esso sia il luogo di dimora abituale. La stessa Municipalità 2 invitava a fare richiesta presso le associazioni accreditate, per richiedere eventualmente la residenza per senza fissa dimora. Una strada battuta dalla famiglia, tramite l’associazione “Je so pazzo”, nel gennaio 2025. Due mesi dopo, tuttavia, il nuovo rifiuto del Comune. L’istanza di riesame è stata rigettata perché “essendo il suddetto nucleo residente” in altro Comune, “non sussistono le condizioni per applicare le norme sull’iscrizione dei soggetti senza fissa dimora” spiega il provvedimento. Si era, dunque, punto e daccapo. E quel punto è scattato il ricorso in tribunale.
I legali della coppia – Antonia Tubelli e Umberto Danise – evidenziavano come la mancanza di iscrizione anagrafica “coerente con il luogo di effettiva, abituale e stabile, dimora e/o domicilio” possa “compromette innegabilmente il pieno esercizio di diritti costituzionalmente garantiti”. A partire dall’assistenza sanitaria di base per i figli minori – regolarmente iscritti a scuola – per la quale è indispensabile l’iscrizione anagrafica. Senza contare il diritto di voto dei genitori. Il tutto, distando il vecchio Comune di residenza oltre 70 km da Napoli Per i ricorrenti, il rifiuto di iscrizione era comunque illegittimo. Secondo loro, “non avevano chiesto la trascrizione anagrafica presso” l’immobile occupato, ma solo presso il Comune di Napoli. E invocavano l’applicazione di una disposizione del decreto Lupi, che prevede la facoltà, in caso di occupazione abusiva , di richiedere la trascrizione anagrafica come senza fissa dimora. “Il Comune di Napoli, nel costituirsi in giudizio – si legge nell’ordinanza -, ha sostenuto la legittimità del diniego proprio perché i ricorrenti non avevano chiesto – errando – il trasferimento di residenza e l’iscrizione anagrafica secondo il criterio delle persone senza fissa dimora ma avevano insistito per l’iscrizione anagrafica” all’indirizzo dell’immobile occupato. Nell’accogliere il ricorso, il giudice sottolinea come la preclusione del decreto Lupi non sia assoluta. “Viene posta soltanto – scrive il magistrato – “in relazione all’immobile medesimo”, con ciò ammettendo implicitamente, anche in capo quanti stabiliscano la propria dimora abituale in un immobile occupato abusivamente, la sussistenza del diritto all’iscrizione anagrafica, ancorché da effettuarsi in relazione ad indirizzo diverso”. Cioè in una strada fittizia, come previso per i senza fissa dimora.
In una nota, Potere al Popolo-Napoli esulta: “Abbiamo vinto: il tribunale ordina al Comune di Napoli di garantire l’iscrizione anagrafica anche per le persone senza titoli giuridici”. Si ricorda inoltre che “pochi giorni fa la cronaca cittadina riportava un’inchiesta della magistratura da cui si rileva l’esistenza di un” presunto “sistema di malaffare e corruzione legato alla compravendita di titoli e documenti anagrafici rilasciati da alcune municipalità del Comune”. Potere al popolo denuncia da anni “che l’art 5 del Decreto Lupi – che preclude la residenza ai soggetti sprovvisti di titolo giuridico – ha alimentato enormemente il mercato illegale e gettato una grande fetta della popolazione in condizione di marginalità e vulnerabilità, precludendogli l’accesso a tutti diritti più basilari”. Adesso, PoP chiede al Comune di Napoli di dare immediata esecuzione al provvedimento. “Ma soprattutto che – aggiunge la nota – si affronti il problema con una delibera comunale, che vada a istituire un procedimento chiaro e accessibile per il riconoscimento dell’iscrizione anagrafica per tutte e tutti!”.




















