Tempo di lettura: 2 minuti

E’ vero che la speranza è l’ultima a morire e che nel calcio si possono guadagnare punti in successione così come perderli. Basta un periodo un po’ così per trovarsi in un attimo a dover colmare un divario importante. Ma questo può accadere anche a chi indossa i panni della lepre in questo momento.

Bisogna fare i conti, però, anche con la realtà dei fatti. Recuperare undici punti all‘Inter, con un Milan di mezzo che potrebbe allungare anche avendo una gara in meno, senza avere ancora i big che faticano a tornare, è impresa ardua.

Le parole di Conte a fine gara, profumano di intelligenza e realtà: guardarsi le spalle per difendere il piazzamento Champions e chiedere ai giocatori di giocarsi il proprio futuro per far capire chi può fare parte del Napoli e chi invece dovrà trovarsi una nuova destinazione.

Non può essere altrimenti, non aver recuperato qualche punto in una giornata di incroci così importanti, in una giornata nella quale l’Inter porta a casa la vittoria non meritando contro una Juve quadrata e gli azzurri rischiano addirittura di perdere con la Roma è segnale inequivocabile. La formazione di Chivu viaggia a prescindere, vince anche quando meriterebbe di perdere, senza entrare nel merito dei fatti di cui si sta parlando da giorni.

E allora si guarderà alla consacrazione di Vergara, alla possibilità di esercitare il diritto di riscatto per Allison Santos (bellissimo il gol del pareggio), alla conferma di Giovane e al recupero di tutti quei big che sono fermi da un po’ per poi valutarne la permanenza. Tutte analisi che saranno utili per la prossima stagione ma che, per forza di cose, dovranno passare per un finale di campionato ad alto livello per chi vuole mantenere la maglia azzurra addosso.