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Riceviamo e pubblichiamo dal coordinamento Kaos:

“Abbiamo raccolto l’appello partito da Genova contro il tetto massimo agli alunni stranieri nelle classi e abbiamo deciso di prendere parte ed esserne complici e solidali: noi vogliamo delle scuole che ci formino culturalmente prima che accademicamente, delle scuole multiculturali, pluraliste, inclusive; nelle nostre classi l’unico ospite indesiderato è il razzismo”. Hanno scritto così gli studenti delle scuole di Napoli, riuniti nel coordinamento di collettivi “Kaos” che oggi hanno affisso presso i loro istituti diversi striscioni dove campeggia la frase “Qui Nessuno è straniero”, la stessa scritta su un manifesto poi rimosso a Genova da due membri delle forze dell’ordine in borghese, un gesto che ha indignato profondamente la società civile e che ha scatenato una netta presa di posizione in tutto il paese contro la proposta del governo Meloni di porre “un tetto massimo del 30% agli studenti stranieri nelle classi”.

“Troviamo assurdo – continuano – che la priorità di questo governo siano mozioni razziste ed islamofobe, che dipingono un contesto di lotta tra le culture, di sostituzione etnica, di invasione religiosa creato ad hoc per giustificare politiche conservatrici e reazionarie perfettamente in linea con quelle di Donald Trump, di cui il governo Meloni sembra il galoppino, e dell’Internazionale nera che avanza in Europa. Chi le scuole le vive davvero, invece, sa bene che non è questo il clima che le circonda, che è anzi un clima di convivenza ed integrazione”. “Se c’è un’emergenza – chiariscono i giovanissimi – è quella del degrado delle infrastrutture scolastiche, al cui interno accadono incidenti quali il crollo del soffitto almeno un paio di volte l’anno; oppure quella dell’abbandono scolastico, soprattutto al sud Italia, dovuto a un’unione di fattori che spazia dal caro vita che costringe gli studenti ad andare a lavorare fino alla mancanza di vere opzioni per i giovani all’interno della struttura e dell’istituzione scuola che li convinca a continuare a frequentare. Ecco perché domani ci saremo anche noi alle 18:00 a piazza del Gesù alla manifestazione per ricordare le 4 giornate di Napoli. Non rimarremo – concludono – a guardare inermi mentre fanno di tutto per marginalizzare, escludere, e trasformare in nemici mediatici, i nostri compagni di scuola”