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La foto di copertina è senza sorrisi e abbracci nonostante la vittoria ma immortala l’ennesima vittima di un infortunio che si teme di una certa gravità. Capitan Di Lorenzo lascia il campo in barella, Vergara col naso sanguinante. 

Proprio quel sangue che il Napoli ha ‘buttato’ sul terreno di casa per avere ragione della Fiorentina e dell’ennesima giornata in cui la cattiva sorte ne stava condizionando il risultato finale. 

Conte è costretto, a causa delle sette esclusioni per infortunio e delle cessioni effettuate nel mercato invernale, a schierare quasi la stessa formazione mandata in campo in settimana contro il Chelsea, con la sola eccezione di Gutierrez al posto di Olivera.
    Vanoli rimescola le carte e modifica la formazione anche tenendo conto dell’impegno infrasettimanale di Coppa Italia con il Como. Il tecnico dei toscani tiene pertanto inizialmente in panchina Ranieri, Mandragora, Ndour e utilizza Piccoli come unica punta avanzata.
    Il Napoli parte con decisione cercando di sfruttare lo schema della penetrazione centrale di Hojlund e dell’appoggio che Vergara riesce a dare al danese. Proprio da una simile combinazione arriva al 10′ del primo tempo il gol del vantaggio della squadra di Conte. Sul rilancio di Meret, Hojlund lascia sfilare il pallone sul quale si avventa Vergara che si presenta davanti a De Gea e lo batte con una conclusione rasoterra. Al 23′ il Napoli potrebbe raddoppiare ma una deviazione di Comuzzo batte sul palo.
    La reazione della Fiorentina è impetuosa e si concretizza con due clamorose occasioni da gol sventate entrambe da Meret. Al 25′ Piccoli con un colpo di testa colpisce il palo dopo che il pallone subisce una decisiva deviazione da parte del portiere del Napoli. E sullo sviluppo dell’azione è ancora Meret ha deviare in angolo un colpo di testa da distanza ravvicinata di Gudmundsson. E’ in quest’ultima azione, però, che Di Lorenzo, saltando per contrastare Piccoli, atterra male sul prato e si infortuna al ginocchio sinistro, uscendo in barella dal terreno di gioco, sostituito da Olivera.
    Nella ripresa, in cui Vanoli schiera dall’inizio il doppio play mandando in campo Mandragora al posto di Fabbian, il Napoli trova subito, dopo soli tre minuti, il gol del raddoppio. E’ Gutierrez che, spostato sulla sinistra, entra in area e conclude con un tiro a effetto che termina in rete dalla parte opposta.
    La Fiorentina reagisce e all’11’ dimezza lo svantaggio. L’azione è di Dodò che penetra nel cuore della difesa del Napoli e serve Piccoli. Il tiro dell’attaccante viene respinto da Meret, ma sulla ribattuta interviene Solomon che insacca con un rasoterra.
    Vanoli per dare più incisività alla sua squadra alla ricerca del pareggio manda contemporaneamente in campo Ranieri, Parisi e Kean e la Fiorentina con un paio di fiammate di Kean mette in difficoltà la difesa avversaria. Conte non ha cambi da poter fare per riarmonizzare lo schieramento e la sua squadra è inevitabilmente destinata a soffrire.
    Nei minuti finali la squadra di Vanoli spinge al massimo e il Napoli si difende con i denti per mantenere il vantaggio. La Fiorentina non riesce più a creare grandi occasioni da gol e gli azzurri possono agguantare tre importantissimi punti. Ma la festa è decisamente rovinata dall’infortunio a Di Lorenzo.

 

Napoli – Fiorentina 2-1

NAPOLI (3-4-2-1): Meret, Di Lorenzo (30′ pt Olivera), Juan Jesus, Buongiorno, Spinazzola, Lobotka, McTominay, Gutierrez, Vergara (39′ Giovane), Elmas, Hojlund (45′ st Lukaku). (14 Contini, 25 Ferrante, 31 Beukema, 98 De Chiara). All.: Conte.     

FIORENTINA (4-1-4-1) De Gea, Dodo, Comuzzo, Pongracic, Gosens (25′ st Ranieri), Fagioli Solomon (25′ st Parisi), Fabbian (1′ st Mandragora), Brescianini (25′ st Kean), Gudmundsson (34′ st Fazzini), Piccoli. (1 Lezzerini, 53 Christensen, 62 Balbo, 29 Fortini, 60 Kouadio, 27 Ndour, 17 Harrison). All.: Vanoli

Arbitro: La Penna di Roma.    

Reti: nel pt 10′ Vergara; nel st 3′ Gutierrez, 11′ Solomon.    

Angoli: 4-4.    

Recupero: 5′ e 4′.    

Ammoniti: Fabbian, Buongiorno per gioco falloso.    

Spettatori: 35 mila.