Il Napoli ritrova se stesso nella notte in cui non poteva sbagliare. Dopo la sosta più complicata dell’era Conte, segnata dalla sconfitta di Bologna, dalle critiche e da giorni di discussioni interne, gli azzurri rispondono con una vittoria netta e meritata: 3-1 all’Atalanta al Maradona. Una prestazione brillante soprattutto nella prima frazione, una reazione di personalità nella ripresa, e tre punti che riportano il Napoli al primo posto in classifica a quota 25 punti, davanti a Inter e Roma che scenderanno in campo domani entrambe a 24. Una vittoria costruita grazie ai gol di David Neres, autore di una doppietta, e di Noa Lang, protagonisti in un tridente inedito voluto da Conte e schierato insieme per la prima volta dall’inizio. Una scelta forte, premiata da risposte immediate: i tre attaccanti hanno animato una prima frazione di altissimo livello, in cui il Napoli ha giocato forse il miglior calcio della stagione.
Partita – Conte cambia volto alla squadra e vara un 3-4-3 più aggressivo e verticale, con McTominay accanto a Lobotka in mezzo al campo e il tridente offensivo formato da Højlund, Lang e Neres, entrambi rilanciati dal primo minuto. L’avvio è feroce: già al 4’ Di Lorenzo sfiora il vantaggio su cross di Neres, mentre l’Atalanta impiega qualche minuto per prendere le misure. Ma la pressione del Napoli porta rapidamente al gol del vantaggio, che arriva al 17’: azione costruita con precisione, Højlund serve in profondità Neres che brucia Ahanor e batte Carnesecchi. È il terzo gol in Serie A del brasiliano, che interrompe anche il digiuno offensivo degli azzurri dopo 308 minuti senza segnare.
Il Napoli resta padrone del campo. L’Atalanta prova a replicare con De Ketelaere, che però conclude alto nelle due occasioni migliori dei bergamaschi. Gli azzurri, invece, colpiscono ancora al 38’, con Neres che firma la doppietta: McTominay recupera palla nella trequarti, verticalizza immediatamente e il brasiliano in diagonale batte nuovamente Carnesecchi, capitalizzando il lavoro aggressivo della squadra sul recupero alto. È un 2-0 meritato, che diventa 3-0 in chiusura di primo tempo: al 45’ Højlund apre per Di Lorenzo, cross sul secondo palo e Lang, preciso di testa, insacca il tris che chiude una prima frazione dominata in lungo e in largo dal Napoli.
La ripresa si apre con due grandi interventi di Carnesecchi su McTominay, che sfiora il poker prima su un rinvio maldestro della difesa e poi su un calcio di punizione violento dal limite. Ma l’Atalanta con i cambi ritrova campo e coraggio: al 52’ Bellanova sfonda a destra e serve un pallone teso sul primo palo dove Scamacca, appena entrato, anticipa tutti e con una girata secca riapre la partita. La Dea alza i ritmi e va vicinissima al 3-2: prima De Ketelaere sfiora l’incrocio, poi Scamacca costringe Milinkovic alla deviazione in angolo. È il momento più difficile per il Napoli, che fatica a tenere palla e a uscire dal pressing ospite.
Conte interviene dalla panchina inserendo Politano, Mazzocchi ed Elmas per dare energie e compattezza. L’Atalanta continua a provarci con generosità, ma il Napoli col passare dei minuti ritrova ordine e chiude meglio gli spazi. Lookman tenta la conclusione da fuori senza impensierire Milinkovic, mentre nel finale gli azzurri sfiorano anche il 4-1 in contropiede con Lucca, murato da Kossounou al momento del tiro.
Dopo cinque minuti di recupero il Maradona può festeggiare una vittoria che vale molto più di tre punti: vale una risposta di orgoglio dopo una due settimane pesant, vale un nuovo slancio tattico con il 3-4-3, vale la conferma dell’imbattibilità casalinga che ora sale a 17 partite e, soprattutto, vale il ritorno del Napoli in cima alla classifica. Una notte che può segnare un nuovo inizio.




















