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Prima no, poi sì: il minuetto delle pedane sul Lungomare di Napoli. Tra la bocciatura di un anno fa e l’ok di oggi c’è l’America’s Cup, attesa alle pre regate dal 24 al 27 settembre. L’uso delle strutture è destinato alla kermesse velica. Resta però da capire cosa sia cambiato sul piano valutativo. Per questo, Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli vuol vederci chiaro. L’associazione ha chiesto alla Soprintendenza un accesso agli atti. Nel mirino c’è l’autorizzazione protocollo 19223, datata 3 settembre scorso. L’area interessata, il Lungomare, è super vincolata. Ora come 12 mesi fa. Il sindaco Gaetano Manfredi ha parlato di “un’autorizzazione temporanea per un numero limitato di giorni”, legata all’evento sportivo. Di più non si sa. E ad aprile scorso il governatore Roberto Fico vagheggiava un pressing sul ministero della Cultura, insieme a Manfredi, per “modificare questo vincolo”.

Un’istanza di accesso agli atti la formulava anche Flavia Sorrentino, vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli, un anno fa. In quel caso, chiedeva di conoscere le ragioni del rifiuto. La Soprintendenza infatti aveva appena detto no alle piattaforme sugli scogli. Un progetto del Comune per tutta la stagione estiva. Misure: 690 metri quadri per oltre 1000 bagnanti.

Oggi la stessa Sorrentino, ed il suo gruppo di Avs, rilanciano con un ordine del giorno. Al sindaco e alla giunta si chiede di incrementare l’offerta balneare pubblica, grazie alle piattaforme lignee, smontabili e sostenibili. Strutture su cui “realizzare stabilimenti balneari, solarium, spogliatoi, punti di ristoro e gazebo”, recita l’odg. E qui si apre un secondo interrogativo: se restassero, le pedane sarebbero a gestione pubblica o privata?