“L’Azienda Ospedaliera Cardarelli ha grande attenzione per il proprio personale, garantendo percorsi di stabilizzazione a tutti coloro che hanno i requisiti previsti dalla legge”. Così una nota che ricorda che “negli ultimi trentasei mesi sono state 418 le figure professionali passate da un contratto a tempo determinato ad uno a tempo indeterminato, garantendo il funzionamento di servizi essenziali per la salute dei cittadini ed avendo maturato un’esperienza lavorativa di 18 mesi continuativi presso una pubblica amministrazione. Il percorso di stabilizzazione sta procedendo in modo continuo, l’ultimo atto dell’Azienda è stato del 17 marzo scorso, con la trasformazione del contratto a tempo indeterminato per undici infermieri ed un tecnico di laboratorio”. Dice Antonio d’Amore, direttore generale dell’AORN A. Cardarelli: “Siamo particolarmente attenti al processo di stabilizzazione del personale a tempo determinato, coscienti che occorra valorizzare i professionisti più giovani che scelgono il nostro ospedale per la propria carriera lavorativa. In quest’ottica negli ultimi 36 mesi abbiamo stabilizzato 418 persone, circa il 9% del totale dei lavoratori del nostro ospedale. L’ultima stabilizzazione è di pochi giorni fa, ma continueremo con questo percorso, proponendo contratti a tempo indeterminato a tutti coloro che matureranno i requisiti per la trasformazione contrattuale. Un ospedale per guardare avanti ha necessità di un continuo innesto di nuove professionalità nel proprio organico, per questa ragione il Cardarelli negli ultimi due anni ha assunto 751 professionisti. Dalla qualità e dalla passione dei nuovi operatori dipende il presente ed il futuro del nostro ospedale”. L’Azienda sta portando avanti diverse procedure di reclutamento, facendo ricorso al personale a tempo determinato per poter gestire l’apertura di nuovi servizi e la copertura dei turni nel periodo estivo. Anche con quest’obiettivo lo scorso 18 marzo sono stati prorogati al 30 settembre 54 contratti che erano in scadenza al 31 marzo prossimo.
LA PROTESTA DEI PRECARI – Prosegue la mobilitazione della Cisl Funzione Pubblica dell’area metropolitana di Napoli “per la stabilizzazione dei precari a tempo determinato o con contratti atipici, tuttora in attesa di entrare nei ruoli nonostante la legge dello Stato ha disposto l’assunzione per quanti hanno svolto attività lavorativa presso le strutture sanitarie pubbliche per almeno 18 mesi, pur non continuativi”. Oggi c’è stato un presidio davanti all’ospedale Cardarelli a cui hanno partecipato “diverse centinaia di professionisti sanitari per sollecitare le 3 Asl e le aziende ospedaliere a bandire subito i concorsi con la riserva del 50% dei posti per coloro che hanno maturato il diritto ope legis”. “Qui – ha detto il leader della federazione Luigi D’Emilio – siamo alla vera frontiera. Il Cardarelli è nel bene e nel male il simbolo della sanità a Napoli, sia sotto il profilo della domanda che dell’offerta di salute. Ma sta scoppiando. Mancano 500 addetti, e ci sono 100 precari a tempo determinato o con contratti atipici da stabilizzare quanto prima, perché il personale attuale non ce la fa più a dare risposte alle centinaia di pazienti che ogni mattina affollano il pronto soccorso col rischio di restare per giorni e giorni nei corridoi ed in barella, in dispregio continuo della privacy puntualmente violata ed in attesa che si liberi uno spazio in reparto”.
“Alla luce di queste profonde carenze – aggiunge D’Emilio – mi lascia perplesso il fatto che la direzione sottolinei l’avvenuta stabilizzazione in 36 mesi di 418 professionisti, ma non ci dice quanti ne ha mandati a casa, né quanti hanno fatto ricorso in tribunale ed hanno vinto la causa perché avevano ragione, e perché non ha proceduto a fare la stessa cosa per i precari attuali. Così non si può andare avanti. Il più grande presidio sanitario del Mezzogiorno non può attendere i tempi biblici dei burocrati del Palazzo e continuare a contare solo sulla dedizione e l’impegno degli operatori di ruolo e di quelli senza stabilità. Sosterremo con forza e continuità questa battaglia di giustizia e la necessità di procedere subito con le assunzioni”. Ad oggi, il comparto dell’area sanitaria ha 1.965 dipendenti, tra cui 1.669 infermieri, 20 ostetriche e 250 tecnici, a fronte di uno standard aziendale fissato da una delibera di Giunta regionale in 2.463, con un fabbisogno di 498 unità. Di questi, in applicazione del vigente tetto di spesa, andrebbero immessi nei ruoli subito 236 professionisti. “E’ – sottolinea il segretario generale Fp – un numero importante per potenziare il pronto soccorso ed i reparti, pressati da una domanda proveniente da tutta la regione e anche da altre aree del Sud. E’ una esigenza diventata da tempo emergenza, tanto più insopportabile per il silenzio delle istituzioni. Ad esse, a partire dal presidente Fico, rinnoviamo l’appello ad un confronto per affrontarla, prima che sia troppo tardi”.



















