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Un riconoscimento alla tradizione, all’identità e a un mestiere che a Napoli rappresenta molto più di una professione. Il maestro pizzaiolo, Salvatore Di Matteo, ha ricevuto il Premio Masaniello 2026 – Napoletani Protagonisti, nell’ambito di “Partenope a Tavola – Sapori d’Autore”, dedicato ai protagonisti della tradizione gastronomica napoletana.

La cerimonia si è svolta sabato 26 settembre al Teatro Politeama, dove il riconoscimento è stato consegnato a Di Matteo dal presidente della giuria, l’architetto Franco Lista.

A introdurre la premiazione, il richiamo alla pizza napoletana come espressione di una storia secolare fatta di tradizione, identità e cultura popolare e a una famiglia che ha contribuito, attraverso le generazioni, a tramandare uno dei simboli più autentici della città.

Nella motivazione del Premio viene sottolineato il rapporto di Salvatore Di Matteo con «l’arte bianca e la tradizione partenopea», insieme allo «spiccato orgoglio delle proprie radici, della propria storia di antica scuola».

Radici che affondano nel 1898, quando ha inizio la storia della famiglia Di Matteo nel mondo della pizza napoletana. Salvatore si avvicina al mestiere fin da giovanissimo: a tredici anni è il padre Nicola a trasmettergli i primi fondamenti della professione, in un percorso di crescita che prosegue anche accanto allo zio Gennaro.

Nel 2011 arriva anche l’esperienza televisiva con “Pizza Time”, trasmissione dedicata alla storia della pizza e alle famiglie che vivono quest’arte come una tradizione da tramandare di generazione in generazione. È l’inizio di una fase particolarmente intensa della sua carriera, segnata da partecipazioni televisive, manifestazioni e riconoscimenti.

Numerosi, infatti, i premi che negli anni hanno accompagnato il percorso professionale di Di Matteo e ai quali si aggiunge oggi il Premio Masaniello 2026. Nel 2011 conquista il primo posto nella categoria “Ripieno” alla Pizza World Cup con il suo “Ripieno Doc”; nel 2012 riceve il Premio “Eccellenze del Sud” per il settore gastronomia e, l’anno successivo, si aggiudica il titolo di Super Campione 2013 alla Pizza World Cup di Roma, ottenendo il punteggio più alto tra oltre 300 pizzaioli in gara. Nel 2014 arriva anche il Premio Megaris.

A questi si sommano, negli anni successivi, altri riconoscimenti, tra cui il titolo di Cavaliere della Cucina Italiana al Gran Premio Internazionale “Leone d’Oro” di Venezia, con la consegna del collare “Golden Chef”, e, nel 2024, il Premio per la Legalità ricevuto a Patti, in provincia di Messina.

Nel percorso di Salvatore Di Matteo la pizza si intreccia con il racconto più ampio della cucina napoletana. Anche la motivazione del Premio Masaniello richiama alcune delle preparazioni che ne caratterizzano il lavoro: dalla genovese tradizionale a lenta cottura alla pasta e patate con provola, dagli spaghetti alle vongole veraci fino alle sue note frittatine di pasta.

Il 2018 è attraversato anche da un momento difficile: dopo essersi rifiutato di pagare il pizzo, Di Matteo subisce un attentato e, insieme alla famiglia, denuncia gli estorsori.

Nel 2021 arriva una nuova svolta professionale. Salvatore lascia la gestione della storica pizzeria di famiglia e, insieme alla compagna, la cantautrice napoletana Shara, dà vita a Pizza Madre Salvatore Di Matteo, un progetto che mette insieme pizza, cucina, memoria, musica e identità partenopea.

Pizza Madre nasce con l’intento di andare oltre il concetto tradizionale di pizzeria e di raccontare Napoli e il Sud non soltanto attraverso la proposta gastronomica, ma anche attraverso gli ambienti. Le sale richiamano alcuni dei simboli più riconoscibili della cultura partenopea: Maradona, San Gennaro, il Vesuvio, la scaramanzia e il corno. A queste si aggiunge la Sala 55, spazio che ospita anche le esibizioni musicali di Shara e nel quale trova espressione anche l’anima artistica del progetto.

Un’identità che Di Matteo ha richiamato anche dal palco del Teatro Politeama nel momento della premiazione:

«Insieme alla mia compagna Shara ho dato vita a Pizza Madre con l’idea di raccontare non soltanto l’enogastronomia, attraverso la pizza e la cucina, ma anche la nostra Napoli e il nostro Sud attraverso gli ambienti e le sale del locale. Sono davvero orgoglioso di ricevere questo grande riconoscimento».

Il Premio Masaniello 2026 si aggiunge così a un percorso costruito tra tradizione familiare, ricerca professionale e profondo legame con il territorio. Dalla scuola della pizza napoletana appresa fin da ragazzo al progetto Pizza Madre, il filo conduttore resta quello indicato dalla stessa motivazione del riconoscimento: l’orgoglio delle proprie radici e di una storia di antica scuola, da custodire e continuare a tramandare.