“Questo governo, aggredendo alcune categorie come quelle degli agricoltori, degli autotrasportatori e dei pescatori del Sud, pensava di poter reprimere delle sacrosante proteste contro l’insostenibilità della vita. Ebbene oggi Napoli oggi risponde che questa non è lotta di categoria ma una guerra di popolo. È una guerra contro l’insostenibilità della vita, che riguarda tutti. Non si può continuare a lavorare 10 ore al giorno per indebitarsi: non si riesce ad affittare una casa, a pagare il mutuo, a fare benzina. La vita ha un costo insostenibile. Ci stanno rubando il tempo. Non possiamo più accettarlo”. Sono le parole del ristoratore Gigi Lista, presidente del movimento Autonomia napolitana, che questa mattina ha preso parte al corteo nell’ambito della mobilitazione generale promossa dall’Usb. Il movimento ha sfilato dietro uno striscione con sfondo giallo e scritta nera: “Il Sud sarà la tomba del sistema”. Tra il gruppo di manifestanti di Autonomia napolitana, alcuni sorreggono anche lo striscione con la scritta “D’Italia si muore”.”Noi possiamo più accettare che i soldi che noi produciamo con il nostro tempo, il nostro valore vengano presi e portati alle lobby del mondo militare per comprare armi. I politici di oggi – ha detto Lista – ci sono sempre quando si tratta di salvare una banca, un gruppo assicurativo e quindi servire l’élite economico-finanziaria che purtroppo fanno del governo quello che vogliono. Ma gli stessi soldi quando devono tornare ad essere qualcosa che serve ai diritti dei cittadini non ci sono mai. Napoli, città simbolo di tante lotte per i diritti e per la civiltà, non poteva che rispondere con una partecipazione ampia e trasversale. Oggi qui ci sono studenti, operai, professionisti, insegnanti, commercianti e piccoli imprenditori. Siamo tutti sulla stessa barca: questa è una guerra di popolo, del popolo contro l’establishment”.















