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La polizia locale denuncia “una grave violazione delle norme a tutela dell’ambiente” e “un imminente pericolo per l’igiene”. Siamo a Soccavo, nell’area verde retrostante il complesso dei “140 Alloggi”, in viale Traiano. Lo spazio è separato dall’abitato con cancelli e recinzioni. A certificare i rischi è un sopralluogo dello scorso 14 settembre. Assieme all’Unità operativa Soccavo della Polizia municipale, c’è l’Acer Campania: la quale però si tira fuori. “Dalla ricostruzione storico-patrimoniale prodotta – spiega la relazione dei caschi bianchi – emerge che il Comune di Napoli ha la proprietà e gestione di tale area”. Sul posto, lo scenario è raccapricciante. Si rilevano rifiuti di varia natura: cumuli di materiali edili di scarto, carcasse di pneumatici fuori uso, di veicoli. di elementi in plastica. “Manufatti sospetti – spiega la Polizia municipale -: una struttura rudimentale che appare adibita a ricovero per animali, assemblata con materiali di fortuna e occultata alla vista da un telo oscurante”. E poi vegetazione infestante: “Una fitta e incontrollata crescita di vegetazione spontanea che – si precisa -, oltre a favorire la proliferazione di animali infestanti, impedisce la piena visibilità di quanto ulteriormente celato all’interno del perimetro”.

La presenza dei rifiuti speciali “configura una grave violazione delle norme a tutela dell’ambiente e – annotano gli agenti – rappresenta un imminente pericolo per l’igiene, la salute pubblica e la sicurezza dei residenti del Rione “140 Alloggi”, esposti a focolai di infezione, rischio incendi e proliferazione di animali infestanti”. La richiesta al Comune è duplice. Procedere alla messa in sicurezza, per impedire ulteriori sversamenti illeciti, l’accesso a terzi estranei. E inoltre disporre la bonifica integrale e il diserbo del sito. La nota è pervenuta agli uffici di Palazzo San Giacomo, allertati per le rispettive competenze.

GLI ALTRI PROBLEMI DEL COMPLESSO DEI 140 ALLOGGI

“Sono anni che segnalo che i 140 alloggi del Rione Traiano vivono una situazione che definire difficile è poco” dichiara Giovanna Lo Giudice, consigliera della Municipalità 9. “All’esterno del parco – racconta Lo Giudice -, quella che un tempo era un’area di passaggio e di socialità è diventata una discarica a cielo aperto. Camioncini entravano a tutte le ore per scaricare rifiuti di ogni tipo. Abbiamo provato a difenderci da soli, mettendo dei new jersey per bloccare l’ingresso, ma non è bastato. Il degrado ha continuato a crescere“. Nel frattempo, “il quartiere ha subito furti e devastazioni – riferisce la consigliera -: tombini portati via, caditoie sradicate, fili di rame rubati. Il parco che un tempo era un luogo di ritrovo per famiglie e sportivi è diventato irriconoscibile. Oggi, dopo anni di segnalazioni e di battaglie, sembra che finalmente il Comune voglia intervenire. La bonifica esterna è un primo passo importante, e finalmente lo accogliamo con sollievo. Ma non possiamo far finta che il problema sia risolto”. Infatti, “dentro il parco la situazione è ancora peggiore”. Lo Giudice elenca ulteriori problemi: “Marciapiedi che si stanno staccando dai palazzi, dislivelli pericolosi causati da fogne collassate, un sottosuolo che sembra cedere, citofoni rotti, passerelle per disabili non più utilizzabili, soprattutto dopo il sisma”. Nel rione dei “140 Alloggi” “ci sono persone che non riescono più a uscire di casa. Non per scelta, ma perché le strutture che dovrebbero garantire la loro mobilità sono ormai distrutte”. Secondo Lo Giudice, “il Rione Traiano è diventato il simbolo di una distrazione comunale che dura da anni. Il patrimonio pubblico è stato lasciato andare, senza manutenzione, senza vigilanza, senza programmazione”. E insomma, “la bonifica è un segnale, ma non basta“. “Chiediamo che – aggiunge la consigliera – il Comune intervenga seriamente, con un piano strutturale, non con soluzioni tampone. Chiediamo sicurezza, vivibilità, dignità. Chiediamo che il Rione Traiano non venga più trattato come una periferia da dimenticare”.