L’occupazione da parte degli studenti di un istituto scolastico di Acerra (Napoli) si è conclusa con la devastazione della struttura con tanto di video degli atti vandalici fatti girare tra i ragazzi. I fatti risalgono a ieri mattina quando un gruppo di giovani incappucciati ha impedito l’ingresso a studenti e personale del liceo polispecialistico ‘Alfonso Maria de’ Liguori’, motivando il gesto come una protesta contro il carovita. L’occupazione, avvenuta da parte di un piccolo gruppo di studenti, si sarebbe poi allargata a ragazzi che non frequentano l’istituto, per terminare nel tardo pomeriggio con la devastazione della scuola: suppellettili distrutte, un radiatore dell’impianto di riscaldamento smontato, e persino l’uccisione, a colpi di ramazza, di un pesciolino sistemato in un piccolo acquario. Su quanto accaduto indaga la Polizia che sta provvedendo ad identificare gli autori degli atti vandalici. “Sono rammaricato – ha spiegato il dirigente, Giovanni La Montagna – tutta la comunità scolastica è sconvolta per l’accaduto. Ieri mattina abbiamo trovato questi ragazzi incappucciati che hanno sbarrato i cancelli con una catena impedendo l’ingresso al resto della comunità scolastica. Come da prassi abbiamo informato la polizia e chiesto le motivazioni dell’occupazione. Nel pomeriggio mi sono arrivati alcuni video che mostravano la devastazione della scuola, quindi ho nuovamente allertato le forze dell’ordine, e quando gli agenti sono arrivati, i ragazzi rimasti all’interno hanno comunicato di aver concluso la loro esperienza. Siamo entrati, ed abbiamo trovato la scuola messa a soqquadro. Mi si è stretto il cuore”. La Montagna ha spiegato che alcuni genitori dei ragazzi che hanno partecipato all’occupazione, tramite i loro legali, hanno già annunciato che ripagheranno i danni fatti dai loro figli.
“Ora aspetto le dimissioni del rappresentante d’Istituto che era presente – ha aggiunto – e che si è reso responsabile anche dell’uccisione del pesciolino come si vede in uno dei video, perché è impensabile che possa rappresentare una comunità di 1300 studenti, la maggioranza dei quali lontana da quanto accaduto”. Al dirigente ed alla comunità scolastica, è arrivata la vicinanza e la solidarietà di tante persone e di tutte le forze politiche del territorio. “Ringrazio tutti – ha concluso La Montagna – a partire dal sindaco, forze politiche di maggioranza ed opposizione, e quanti hanno espresso solidarietà. Ora mi sento di chiedere la loro vicinanza per affrontare e capire il disagio di questi ragazzi. Siamo tutti educatori: scuola, famiglia e istituzioni, e dobbiamo fare la nostra parte, fermo restando che chi ha sbagliato ne pagherà le conseguenze”.




















