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Nuovo sviluppo nell’indagine sul tentato omicidio avvenuto il 26 giugno 2025 in via Rosario a Portamedina, nel quartiere Montecalvario. Nella mattinata del 07 maggio 2026 la Squadra Mobile della Questura di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale ordinario e dal Tribunale per i Minorenni di Napoli nei confronti di sette persone. Tra gli arrestati figura anche B.F.P., figlio della nota tiktoker Rita De Crescenzo, insieme a: C.I., C.M., G.S., R.F., R.S. e F.M.

Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di tentato omicidio e porto e detenzione illegale di armi da sparo, reati aggravati dal metodo mafioso, con riferimento all’agguato ai danni di F.M.. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’episodio si inserirebbe in un contesto di contrapposizione armata tra gruppi giovanili attivi nell’area, con dinamiche riconducibili al controllo del territorio. Le indagini, coordinate dall’autorità giudiziaria ordinaria e minorile, sono state condotte dalla Polizia di Stato – Squadra Mobile di Napoli.

LA NOTA DELLA DELLA POLIZIA 

Nella scorsa notte, su delega della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia- presso il Tribunale di Napoli e della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, la Polizia di Stato ha eseguito le Ordinanze di Applicazione della Misura Cautelare in carcere nei confronti di 7 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto e detenzione armi ex artt. 2 e 4 legge n 865/67, tutti aggravati dall’art. 416 bis 1° comma c.p.

Il provvedimento cautelare compendia gli esiti delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli e condotte dalla Squadra Mobile, in relazione al tentato omicidio, avvenuto il 26 giugno 2025 in Napoli alla Via Rosario a Portamedina, ai danni di un giovane da parte degli odierni indagati, tre dei quali minorenni all’epoca dei fatti. Le attività d’indagine hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine alle condotte degli indagati che, a bordo di più motocicli, avrebbero esploso diversi colpi di arma da fuoco contro un giovane che li stava inseguendo, armato, con il proprio motociclo, ponendo in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a provocarne la morte, senza riuscirvi per cause indipendenti dalla loro volontà.

Il Giudice ha riconosciuto le aggravanti di aver agito in numero di cinque o più persone, avvalendosi di minori concorsi nella commissione di reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza e avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis.1. c.p., attese le modalità esecutive e l’ampia disponibilità di armi micidiali procurate grazie al potere di approvvigionamento tipico delle organizzazioni criminali di stampo camorristico, tali da evocare nelle vittime la convinzione di trovarsi in presenza di condotte realizzate da esponenti della criminalità organizzata per l’affermazione del potere di controllo sul territorio.

In relazione al medesimo episodio, anche la persona offesa è stata sottoposta a misura cautelare con l’ordinanza eseguita in data odierna per detenzione e porto illegale di arma da fuoco, sussistendo gravi indizi di colpevolezza in ordine alla detenzione e al porto in luogo pubblico di una pistola, con l’aggravante prevista dall’art. 416 bis, primo comma, c.p. Inoltre, la vittima del tentativo di omicidio del 26 giugno 2026 è ritenuta gravemente indiziata in ordine al reato di lesioni personali aggravate e detenzione di armi atte ad offendere, in quanto il 16 febbraio scorso, in Napoli, in Vico Montesanto, per ritorsione avrebbe cagionato all’esecutore materiale del tentato omicidio ai suoi danni ferite da arma da taglio alla coscia sinistra. Gli episodi appaiono inseriti in una dinamica di regolamento di conti, idonea a rafforzare l’idea di un’azione volta all’affermazione del potere egemonico sul territorio.

Durante l’esecuzione, avvenuta con il supporto dei Commissariati San Ferdinando, Montecalvario e Dante, del Reparto Prevenzione Crimine Campania, unità cinofile antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, un drone e un’unità eliportata, sono state effettuate diverse perquisizioni, durante le quali è stata rinvenuta una grossa busta contenente circa un kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana, di cui molta già suddivisa in bustine monodose pronte per lo spaccio al dettaglio e materiale per confezionamento sequestrata a carico di uno degli indagati che, all’arrivo degli operatori di polizia aveva tentato di disfarsene.
Si precisa che il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che lo stesso è suscettibile di impugnazione; i destinatari sono persone sottoposte a indagine e, pertanto, da ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Ancora una volta è stato uno “sguardo di sfida” a innescare il conflitto a fuoco che nel giugno 2025 ha visto su fronti opposti un gruppo di giovani del cosiddetto “Pallonetto” di Santa Lucia, a Napoli, e la gang composta da alcuni ragazzi dei Quartieri Spagnoli/Montesanto. Un episodio che solo per puro caso non ha provocato vittime.
La circostanza emerge dalle indagini della Squadra Mobile di Napoli, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, che oggi hanno portato all’arresto di sette persone, tre dei quali minorenni all’epoca dei fatti, tra cui il figlio della tiktoker Rita De Crescenzo.
Gli investigatori sono riusciti a scoprirlo grazie a una cimice posizionata nella smart di un ragazzo. Grazie all’intercettazione ambientale si è anche scoperto che dopo lo “sguardo di sfida” c’era stato tra i due gruppi contendenti un momento di confronto: i giovani del Pallonetto – armati – si sono recati in auto, scortati da scooter, dai rivali dei Quartieri Spagnoli, per una specie di chiarimento che però sapeva più di sfida. E così venne infatti interpretata (“vieni a Montesanto, tu con la macchina, due motorini e le pistole in mano, e poi dici ‘ma perché mi stai guardando?'”.
Secondo quanto scoperto dalla Polizia di Stato, il 26 giugno 2025, sarebbe stato proprio il figlio della tiktoker, in sella a uno scooter con un amico, a esplodere quattro colpi calibro 22 all’indirizzo di uno dei rivali, colui che poi, lo scorso febbraio si sarebbe reso protagonista del ferimento, lo scorso 19 febbraio, del figlio 18enne di Rita De Crescenzo, colpito con due coltellate alla coscia.