Movida fracassona, tre diffide al Comune di Napoli. A firmarle ancora l’avvocato Gennaro Esposito, presidente del Comitato Vivibilità Cittadina e consigliere comunale. Gli atti riguardano le zone dei baretti di Chiaia e del Centro Storico, tra piazza San Domenico Maggiore e vico Quercia/via Cisterna dell’olio. Per le ultime due, analoga diffida è stata inviata al prefetto di Napoli. Le richieste: emanare le ordinanze di contenimento dell’inquinamento acustico, disponendo verifiche fonometriche dell’Arpac. In tutti i casi, sono allegati video delle attuali condizioni ambientali, a partire dagli assembramenti in strada in ore notturne.
Ai baretti di Chiaia, il 1° ottobre è scaduta l’ordinanza sindacale di 4 mesi, con la quale si stabilivano il divieto di vendita e somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche, dalle ore 22.30 alle ore 6.00, nonché specifici orari di chiusura degli esercizi. “Dopo la cessazione dell’efficacia dell’ordinanza sindacale – afferma la diffida -, la situazione si è nuovamente riprodotta nelle medesime forme già accertate dall’Amministrazione e dall’Arpac”. Il provvedimento scaduto interessa il quadrilatero composto da Vicoletto Belledonne a Chiaia, Vico Belledonne, Via Ferrigni, Via Alabardieri, Via Bisignano, Piazzetta Rodinò e Vico Satriano. La diffida ricorda come l’ordinanza abbia passato il vaglio di Tar e Consiglio di Stato, dove sono stati respinti i ricorsi dei titolari di locali. Identico rimedio è invocato per piazza San Domenico Maggiore, dove il 24 agosto scorso è spirata l’ordinanza sindacale, adottata il 24 aprile. “Immediatamente dopo la cessazione della sua efficacia – sottolinea Esposito -, la situazione ritornava come prima, se non peggio di prima”. Per piazza San Domenico Maggiore, si registra già pronuncia favorevole ai residenti al Tribunale civile.
Una condanna al Tar per il Comune anche su vico Quercia. La decisione ha originato dunque due ordinanze sindacali anti rumore. L’ultima è scaduta il 1° ottobre. Anche qui “immediatamente dopo la scadenza – sostiene la diffida – in Vico Quercia/Via Cisterna dell’Olio si riproducevano le medesime condizioni di occupazione dello spazio pubblico e di aggregazione già oggetto dei precedenti provvedimenti”. A detta del legale, il riprodursi del fenomeno imporrebbe “una nuova valutazione urgente della situazione, nonché l’adozione di misure idonee a garantirne un contenimento effettivo e non meramente temporaneo“.
Le diffide, peraltro, contestano una “persistente chiusura dell’Amministrazione rispetto alle istanze dei residenti”. Ciò emergerebbe “da ultimo, dalla riunione della c.d. Consulta della notte del 09.10.2026, alla quale, ancora una volta, non sono stati invitati i comitati e le associazioni dei residenti direttamente interessati“. Nella riunione “è stata prospettata l’introduzione dei c.d. “steward della notte”, da porre a carico degli stessi esercenti”. Gli steward, secondo la stampa cittadina, “non avrebbero funzioni di pubblica sicurezza né poteri coercitivi e dovrebbero intervenire proprio sulla gestione degli spazi esterni e degli affollamenti“. Una misura giudicata da Esposito “manifestamente inadeguata e meramente di facciata“. Prova ne sarebbe vico Quercia, “dove non ha funzionato”. In più, circolerebbe l’ipotesi di sgravi su Tari e Cosap per chi si munisca di steward. Un’idea bocciata dal legale, ricordando le altissime percentuali di evasione.


















