Come noto, il mare di Bagnoli non sarà balneabile fino all’avvenuta bonifica, e le ordinanze sindacali vietano dunque i tuffi in acqua. Ciò nonostante, in tanti violano le prescrizioni, facendo lo stesso il bagno. Una circostanza ben nota ai residenti, e rilanciata anche da inchieste tv, come quella di Report. L’associazione Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli ha perciò inviato una diffida ad adempiere agli obblighi di vigilanza. Destinatario è il sindaco Gaetano Manfredi, firmatario dell’ordinanza sindacale 454/2026, ultimo provvedimento in materia. Con lui, per le rispettive competenze, anche il Comandante della Polizia locale di Napoli, il presidente dell’Autorità di sistema portuale Mar Tirreno Centrale, il prefetto e la Capitaneria di porto. “L’Ordinanza Sindacale n. 454/2026 – scrive Giovanni Natale, presidente dell’associazione – impone il divieto di balneazione nell’area Sin Bagnoli-Coroglio a causa di un accertato rischio sanitario, in ottemperanza ai doveri di tutela della salute pubblica previsti dall’art. 50 del Tuel”.
A detta di Cittadinanza Attiva, “le concomitanti attività di dragaggio dei fondali si aggiungono come ulteriore potenziale fattore di rischio al divieto di balneazione già sancito”. La diffida sottolinea che “a seguito della riapertura della spiaggia per l’elioterapia (Ordinanza AdSP n. 64/2026 del 5 luglio), sì è registrato un massiccio incremento dell’affluenza”. Ed il mancato rispetto “del divieto di balneazione è un fenomeno consolidato”, che proseguirebbe “tuttora, in assenza totale di vigilanza e di presidi territoriali, permettendo a decine di persone di violare quotidianamente il divieto“.
Secondo l’associazione la “perdurante inerzia” nel farlo rispettare avrebbe profili penali, configurando “una potenziale omissione di atti d’ufficio in capo alle autorità deputate alla vigilanza“. Da qui, la diffida ad adempiere entro il termine perentorio di 7 giorni dal ricevimento dell’atto. Le richieste: attivazione di presidi costanti e pattugliamenti della Polizia Locale nell’area interessata dall’ordinanza, volti a inibire fisicamente l’accesso in acqua; verifica rigorosa del divieto di balneazione e applicazione delle previste sanzioni ai trasgressori; comunicazione scritta delle misure adottate ai sensi della legge sul procedimento amministrativo.
















