Tempo di lettura: 2 minuti

È scontro sulla sicurezza al Vomero. Nasti interviene dopo le dichiarazioni della presidente della Municipalità, Cozzolino, sulle cosiddette “zone rosse” e accusa l’amministrazione di trasformare il tema in “propaganda” senza aver prima fornito risposte concrete ai problemi segnalati da mesi sul territorio.

Nel mirino finiscono le aree che Cozzolino intenderebbe inserire nel dossier da sottoporre al Prefetto: piazza Vanvitelli, Parco Mascagna, piazza Muzii, piazza Immacolata e altre zone del Vomero e del Rione Alto.

“Quale credibilità può avere questa richiesta se, nel frattempo, la Municipalità ha reso di fatto inoperosa la Consulta per la Legalità, presieduta da un illustre magistrato, che avrebbe potuto occuparsi proprio dei fenomeni di criminalità economica e illegalità che interessano un quartiere ad altissima vocazione commerciale?”, incalza Nasti.

Tra le questioni sollevate c’è anche quella del Parco Mascagna. Nasti ricorda le richieste avanzate da mesi per il ripristino delle catene destinate a impedire l’accesso di biciclette e monopattini elettrici, una situazione che, sostiene, avrebbe provocato proteste e preoccupazioni tra i residenti.

Altro fronte è quello della sosta selvaggia e dei parcheggiatori abusivi nella zona del mercato De Bustis, dove, secondo Nasti, il fenomeno genererebbe incassi superiori ai 300mila euro l’anno. L’accusa alla Municipalità riguarda anche la mancata estensione dell’orario delle strisce blu, nonostante le ripetute sollecitazioni.

“Far diventare la sicurezza un tema da conferenza stampa soltanto quando un episodio di cronaca finisce sulle prime pagine dei giornali crea imbarazzo all’interno della sua stessa maggioranza politica”, sostiene Nasti, evidenziando poi quella che considera una contraddizione nelle parole della presidente.

“La stessa presidente sostiene che il Vomero non sarebbe in una situazione di emergenza e che il quartiere è presidiato e sottoposto a controlli. Allora delle due l’una: se non siamo in emergenza, perché si annunciano zone rosse? E se invece esiste un problema serio di sicurezza, perché per mesi non si è riusciti a dare risposte nemmeno alle questioni più semplici e concrete?”.

Da qui l’affondo finale: “Servono amministratori capaci di trasformare le denunce in atti, le proposte in provvedimenti e le responsabilità istituzionali in risultati. La sicurezza non si costruisce con le zone rosse annunciate sui giornali, ma con il lavoro quotidiano sul territorio. Ed è proprio su questo lavoro quotidiano che la presidente Cozzolino dovrebbe rendere conto ai cittadini”.