Mentre il dibattito sul nuovo decreto Scuola si concentra soprattutto sul tetto agli studenti stranieri, c’è un’altra novità destinata a modificare il panorama delle superiori italiane.
Gli istituti tecnici e professionali cambieranno nome. I primi diventeranno “licei tecnologici”. I secondi “licei professionali”.
Non solo una questione di insegne. Almeno nelle intenzioni del Governo. L’obiettivo è mettere fine a quella sorta di gerarchia, mai scritta ma spesso percepita, che vede i licei come scuole di serie A e tecnici e professionali un gradino più sotto. La nuova denominazione punta a riconoscere pari dignità culturale ed educativa ai diversi percorsi.
La rivoluzione, però, non scatterà immediatamente. Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri e dovrà completare il proprio iter. Serviranno poi i passaggi necessari per rendere operative le nuove denominazioni. Presumibilmente dall’anno scolastico 2027/28.
E non cambia soltanto il nome. Per l’istruzione tecnica è prevista anche una revisione del monte ore, nel solco della riforma già avviata e legata al PNRR. Più spazio alla formazione tecnologica e al rapporto tra scuola e mondo produttivo.
Sul tavolo arrivano anche nuovi fondi. Dieci milioni di euro in più per il 2027 per sostenere i campus della filiera tecnologico-professionale.
Poi c’è il resto del decreto. Il capitolo che sta facendo più rumore. Dal 2027/2028 sono previste nuove regole sulla presenza degli studenti stranieri nelle classi prime. Ma questa è un’altra storia.















