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Centomila euro a chiunque contribuirà concretamente al ritrovamento di un’auto da collezione, del valore di ben 30 milioni di euro, sparita nel nulla.
 
Ad offire la lauta ricompensa è la famiglia del defunto proprietario dell’iconica Alfa Romeo 33 Stradale, finita al centro di un’indagine della Procura di Milano che, secondo quanto rendono noto i legali della famiglia, ipotizza i reati di estorsione e falso.
 
Gli eredi dell’uomo, che di recente hanno presentato una denuncia con nomi e cognomi, rivolgono ora un appello: “chiunque avesse informazioni o avvistasse l’auto può contattare i legali Angelo e Sergio Pisani di Napoli e l’avvocato Francesco Sacchetti di Milano. La ricompensa sarà riconosciuta al momento del rientro in possesso del veicolo”.
 
Intanto emergono nuovi elementi dalle indagini difensive dei tre avvocati: da accertamenti eseguiti al Pubblico Registro Automobilistico risulta una denuncia di smarrimento delle targhe firmata da un noto collezionista francese.
 
Un dettaglio – secondo i legali – che rafforza il sospetto degli investigatori su un’operazione studiata per far perdere le tracce della supercar, dopo una contestata cessione e la successiva esportazione del veicolo all’estero.
 
Nella denuncia la famiglia del prorpietario parla di pressioni, minacce e di un clima di forte vulnerabilità emotiva in cui sarebbe maturata la firma.
 
“La speranza della famglia – sottolineano i tre legaliè che l’appello pubblico e la ricompensa possano rompere il muro di silenzio e riportare in Italia uno dei modelli più rari e preziosi al mondo”