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Stellantis ha annunciato – in vista dei risultati dell’intero esercizio – oneri pari a circa 22,2 miliardi di euro nel 2025. E’ il costo del riposizionamento dell’azienda sull’elettrico: la nuova strategia ha portato, infatti, alla cancellazione di modelli e programmi che non hanno prospettive di redditività. L’obiettivo – spiega Stellantis – è soddisfare le preferenze dei clienti e sostenere una crescita profittevole.
I risultati finanziari preliminari per il secondo semestre 2025 evidenziano un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale. A causa della perdita netta 2025 non saranno distribuiti dividendi.
 
Stellantis stima consegne consolidate nel quarto trimestre 2025 pari a 1,5 milioni di unità, in crescita del 9% su base annua. A trainare la crescita è il Nord America, dove le consegne sono aumentate del 43%, in crescita anche Sud America, Medio Oriente e Africa, Cina e India e Asia-Pacifico. Ciò è stato parzialmente compensato – spiega l’azienda – da un calo nell’Europa allargata, (26mila in meno pari al -4% su base annua) per l’effetto combinato di un mercato dei veicoli commerciali leggeri in contrazione e di pressioni competitive.
 
Per il 2026 Stellantis prevede un aumento dei ricavi netti, margine Aoi e generazione di cassa, con un andamento in crescita dal primo al secondo semestre.
In particolare la stima è di un aumento percentuale dei ricavi a una cifra media, di una crescita del risultato operativo rettificato a una cifra bassa che include una previsione di 1,6 miliardi di spese tariffarie nette (nel 2025 sono state di 1,2 miliardi) e di un miglioramento del free cash flow industriale nonostante il pagamento nel 2026 di 2 miliardi di oneri relativi al secondo semestre 2025. Nel 2027 la previsione è di un free cash industriale positivo.