C’è stato un momento, non troppi anni fa, in cui l’Albania era la scommessa di pochi viaggiatori curiosi. Quel momento è finito: secondo i dati ufficiali dell’Instat, l’istituto di statistica albanese, tra gennaio e novembre 2025 il Paese ha accolto 11,8 milioni di visitatori stranieri, in crescita rispetto agli 11 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, dopo un 2024 chiuso a quota 11,7 milioni. Per un Paese di neppure tre milioni di abitanti sono numeri che raccontano una trasformazione, confermata dal fronte economico: la spesa dei turisti stranieri ha raggiunto circa 5 miliardi di euro nel 2024 secondo la Banca d’Albania. Dentro questo boom gli italiani hanno un ruolo da protagonisti: sono il secondo mercato dopo il Kosovo, con una quota del 12,3% sugli arrivi e una crescita del 7,1% nei primi quattro mesi del 2025, complici la vicinanza geografica e una rete di collegamenti che rende l’altra sponda dell’Adriatico più accessibile di molte mete italiane.
E il punto d’accesso naturale, per chi parte dalla Puglia e dal centro sud, ha un nome preciso: Durazzo. La rotta marittima che collega i due porti è una delle più frequentate dell’Adriatico, con traversate diurne e notturne che permettono di imbarcare l’auto al seguito e sbarcare direttamente nel cuore della costa albanese, a poco più di trenta chilometri da Tirana. La traversata notturna è la formula preferita da famiglie e camperisti: si parte in serata, si dorme in cabina e si arriva al mattino pronti a iniziare la vacanza, senza limiti di bagaglio e con tutta l’attrezzatura caricata in macchina. Trattandosi di una rotta servita da più compagnie, con tariffe che variano sensibilmente tra date, orari e sistemazioni, il consiglio è di muoversi in anticipo e confrontare le varie offerte dei traghetti da Bari per Durazzo prima di bloccare le date, soprattutto per le partenze di luglio e agosto, quando cabine e posti auto vanno esauriti con largo anticipo.
Durazzo oltre il porto: l’anfiteatro romano, la spiaggia infinita e una città che sorprende
Liquidare Durazzo come semplice scalo di transito è l’errore più comune, e anche il più ingiusto. L’antica Dyrrachium, fondata dai coloni greci nel VII secolo a.C. e poi snodo della via Egnatia che collegava Roma a Costantinopoli, custodisce nel suo centro uno dei monumenti più importanti dei Balcani: l’anfiteatro romano del II secolo d.C., capace in origine di ospitare circa quindicimila spettatori, riemerso quasi per caso sotto le case del centro storico e ancora oggi parzialmente inglobato nel tessuto urbano, una stratificazione che da sola vale la visita. Intorno si snodano le mura bizantine, la torre veneziana che presidia l’angolo del porto vecchio e il museo archeologico, il più ricco del Paese per i reperti di epoca greca e romana. Poi c’è l’altra anima della città, quella balneare: la spiaggia di Durazzo si allunga per chilometri verso sud, sabbiosa e con fondali bassi che digradano dolcemente, una caratteristica che la rende particolarmente adatta ai bambini e che spiega la densità di hotel e resort della zona di Golem. Chi cerca un’atmosfera più raccolta punta invece a nord, verso la zona di Currila, dove la costa si fa più verde e le calette si alternano ai ristoranti di pesce. Il lungomare, rifatto e pedonalizzato in larga parte, è il salotto della città: la sera si riempie di famiglie albanesi e turisti per la tradizionale passeggiata, tra bar, gelaterie e taverne dove una cena di pesce completa costa ancora una frazione di quanto si spenderebbe sulla sponda italiana.
Da Durazzo si va ovunque: Tirana, Kruja, Berat e la strada per la Riviera
Il vero asso nella manica di Durazzo è la posizione. Tirana dista poco più di mezz’ora d’auto: la capitale ha cambiato pelle nell’ultimo decennio, tra i murales colorati dei palazzi dell’epoca comunista, la piazza Skanderbeg ripavimentata, il Bunk’Art ricavato nel gigantesco bunker antiatomico e una scena di caffè e ristoranti che non ha nulla da invidiare alle capitali più celebrate. A quaranta minuti c’è Kruja, la città di Giorgio Castriota Scanderbeg, con il castello arroccato e il bazar ottomano dove si compra il meglio dell’artigianato albanese. Spingendosi a sud per un paio d’ore si raggiunge Berat, la “città dalle mille finestre” patrimonio UNESCO, con i quartieri ottomani di Mangalem e Gorica affacciati sul fiume Osum. E per chi ha più giorni a disposizione, da Durazzo parte la strada che scende verso la Riviera albanese: Valona, il passo di Llogara con il suo belvedere vertiginoso, le spiagge di Dhermi e Himara, fino a Ksamil e alle rovine di Butrinto, altro sito UNESCO a un passo dal confine greco. È un itinerario che ha consacrato l’Albania presso i viaggiatori italiani e che con l’auto propria, sbarcata direttamente dal traghetto, si percorre in totale libertà, alternando mare, montagna e siti archeologici senza vincoli di orari e transfer.
Quando andare, quanto si spende e l’errore da evitare
Il capitolo prezzi merita onestà: l’Albania non è più la destinazione a costo irrisorio dei primi anni del boom, e nelle località più richieste della Riviera le tariffe di alta stagione si sono avvicinate a quelle delle vicine Grecia e Croazia. Durazzo, da questo punto di vista, gioca però in un altro campionato: l’offerta ricettiva è ampia, la concorrenza tiene i prezzi più bassi rispetto al sud del Paese e il rapporto tra qualità e spesa resta tra i migliori dell’Adriatico, soprattutto per appartamenti e hotel a conduzione familiare. La moneta è il lek, ma l’euro è accettato quasi ovunque nelle zone turistiche; conviene comunque cambiare una parte del budget per i piccoli acquisti e i locali fuori dai circuiti principali. Sul calendario vale la regola d’oro dell’intero Adriatico: giugno e settembre regalano mare caldo, prezzi più morbidi e una città vivibile, mentre agosto concentra il grosso dei flussi, inclusi i tanti albanesi residenti all’estero che rientrano per le ferie, con il traffico sulla costa che ne risente.
L’errore da evitare è quello di chi tratta l’Albania come una meta da weekend improvvisato: il Paese premia chi pianifica. Prenotare la traversata con qualche mese di anticipo significa accedere alle tariffe migliori e assicurarsi la cabina sulla partenza giusta; informarsi sulle condizioni delle strade interne, in netto miglioramento ma ancora disomogenee, aiuta a calibrare le tappe; e dedicare a Durazzo almeno un paio di giorni pieni, invece di attraversarla di corsa verso sud, restituisce il senso di un Paese che non è più soltanto una alternativa economica, ma una destinazione con una identità precisa. I numeri record del 2025 dicono che il mondo se ne è accorto. Chi parte dall’Italia ha il vantaggio di averla a una notte di nave da casa.




















