Tempo di lettura: 4 minutiL’allerta caldo in Campania resta in vigore anche nei prossimi giorni. La Protezione Civile regionale ha infatti prorogato l’avviso di criticità fino alle 20 di lunedì 20 luglio, a causa del perdurare delle alte temperature e dell’elevato tasso di umidità. Le autorità invitano la popolazione, soprattutto anziani, bambini e persone fragili, ad adottare tutte le precauzioni necessarie per limitare i rischi legati all’ondata di calore.
“Il Centro Funzionale della Protezione Civile della Regione Campania, in considerazione del quadro meteo in atto, ha prorogato il vigente avviso di criticità per “Ondate di calore” fino alle 20 di lunedì 20 luglio.
Si prevedono ancora temperature elevate che potranno essere superiori ai valori medi stagionali di 4-6°C, associate a un tasso di umidità che, durante le ore diurne potrà superare anche il 60-70%, in condizioni di scarsa ventilazione e che, durante le ore notturne potrà raggiungere l’80%. Si raccomanda di non uscire di casa nelle ore più calde della giornata, di non esporsi al sole o praticare attività all’esterno e di limitare gli spostamenti con l’auto. Particolare attenzione devono prestare i cardiopatici, gli anziani, i bambini e i soggetti a rischio.
Tenere sempre correttamente arieggiati gli ambienti. Provvedere a tenersi idratati bevendo acqua. Prestare attenzione anche agli animali domestici. Le autorità locali competenti sono invitate a mantenere in essere le procedure di propria pertinenza relative alla vigilanza per le fasce fragili della popolazione.
Caldo, Cia Campania: “Più alberi per abbassare la temperatura delle città. Il verde è un’infrastruttura, non un costo”
Più alberi significano città più fresche e vivibili. Portare la copertura arborea urbana al 30% può ridurre la temperatura dell’aria fino a 1,5 gradi nelle aree più esposte, mentre un aumento del 10% delle chiome consente un abbassamento medio di circa 0,8 gradi. Numeri che, secondo Cia Campania, confermano come il verde rappresenti uno degli strumenti più efficaci per contrastare le ondate di calore sempre più frequenti e intense. L’organizzazione regionale rilancia l’appello dei Florovivaisti Italiani-Cia affinché alberi e aree verdi diventino una priorità delle politiche pubbliche, riconoscendo il loro ruolo di vera infrastruttura climatica al servizio dei cittadini.
“Le temperature record che stanno interessando anche la Campania impongono un cambio di passo”, afferma il commissario regionale di Cia Campania, Stefano Di Marzo. “Non basta affrontare le emergenze: occorre pianificare città più resilienti, aumentando il patrimonio arboreo e gli spazi verdi. Piantare alberi significa abbassare le temperature, migliorare la qualità dell’aria, tutelare la salute delle persone e rendere i nostri centri urbani più vivibili”. Per Cia Campania è necessario superare una visione che considera il verde un semplice elemento di arredo urbano.
“Il verde è un’infrastruttura strategica” prosegue Di Marzo, “e il comparto florovivaistico rappresenta una risorsa fondamentale per accompagnare la transizione ecologica. Le nostre imprese lavorano ogni giorno in condizioni climatiche sempre più difficili, tra caldo estremo e siccità, ma continuano a produrre quella che è la migliore risposta naturale al cambiamento climatico: alberi e piante capaci di assorbire anidride carbonica, mitigare le isole di calore e migliorare la qualità della vita nelle città”. Secondo Cia Campania, servono investimenti strutturali per rafforzare la forestazione urbana e periurbana, sostenere la realizzazione di tetti verdi e micro-oasi ambientali e garantire sistemi di gestione sostenibile dell’acqua, indispensabili per preservare il patrimonio arboreo.
“La Campania dispone di imprese florovivaistiche di eccellenza e di competenze che devono essere messe al centro delle politiche ambientali regionali”, conclude Di Marzo. “Investire nel verde significa investire nella salute pubblica, nella sicurezza climatica e nello sviluppo sostenibile. Gli alberi non sono un costo, ma un patrimonio indispensabile per il futuro delle nostre comunità”.