Quasi cinquant’anni. Una vita intera trascorsa dentro Coldiretti. Dalla porta d’ingresso, varcata quando aveva appena vent’anni, fino alla guida dell’organizzazione in Campania. Se ne va Salvatore Loffreda, direttore regionale di Coldiretti Campania e una delle figure che più hanno segnato la storia recente della rappresentanza agricola regionale.
Loffreda aveva 69 anni. Nato a Piedimonte Matese, nel Casertano, il 28 gennaio 1957. Perito agrario, aveva cominciato giovanissimo il suo percorso nell’organizzazione, nella seconda metà degli anni Settanta. Da allora Coldiretti sarebbe diventata molto più di un lavoro. Sarebbe diventata la sua vita.
Un percorso costruito dal basso, attraversando territori, aziende e federazioni. Per oltre dieci anni aveva diretto l’Associazione Produttori di Latte Bovino di Caserta. Poi erano arrivati gli incarichi di responsabilità sempre maggiore. Prima la direzione della federazione provinciale di Reggio Calabria, quindi Cosenza. Nel 2011 il ritorno in Campania con la guida di Coldiretti Salerno. Nel 2014 aveva assunto anche la direzione della federazione provinciale di Avellino.
Nel febbraio del 2016 il passaggio che avrebbe segnato definitivamente la sua carriera: la nomina a direttore di Coldiretti Campania, insieme alla guida della federazione provinciale di Napoli.
Da quel momento Loffreda è diventato uno dei volti più riconoscibili dell’agricoltura campana. Tavoli istituzionali, battaglie sindacali, difesa delle produzioni locali, filiere, zootecnia, olivicoltura, aree interne, valorizzazione del Made in Italy. Ma soprattutto il rapporto quotidiano con gli agricoltori. Loffreda ha attraversato quasi mezzo secolo di trasformazioni dell’agricoltura italiana. Ha visto cambiare le campagne, le aziende e il mercato. Ha accompagnato Coldiretti nel passaggio da organizzazione tradizionale di rappresentanza agricola a forza sociale capace di intervenire sui grandi temi economici, ambientali e territoriali.
Negli anni aveva ricoperto anche numerosi incarichi nel sistema camerale e negli organismi di sviluppo locale. Era stato consigliere della Camera di Commercio di Salerno, componente della Giunta e vicepresidente della Camera di Commercio di Avellino e aveva partecipato agli organismi di diversi Gal. Nel 2018 era entrato nella Giunta della Camera di Commercio di Napoli in rappresentanza del mondo agricolo.
Nel 2024 era arrivato anche il Premio Due Principati, assegnato proprio per il contributo dato allo sviluppo e alla valorizzazione della Campania. Un riconoscimento che raccontava bene il filo conduttore della sua esperienza: innovare l’agricoltura senza recidere il legame con la terra e con le sue tradizioni.
La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente l’intera organizzazione. Il presidente nazionale Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo lo ricordano come un uomo capace di essere presente in ogni battaglia, soprattutto nei momenti più difficili. “Per Coldiretti non scompare soltanto un direttore. Se ne va un pezzo della sua storia. Un uomo entrato nell’organizzazione a vent’anni e che, quasi cinquant’anni dopo, era ancora lì. Al fianco degli agricoltori.”

















