Tempo di lettura: 4 minuti
“La Campania è una delle regioni italiane con il più alto numero di femminicidi e denunce di donne vittime di violenza. Secondo i dati degli ultimi cinque anni, la situazione è preoccupante e richiede un’immediata attenzione da parte delle istituzioni” la denuncia parte dall’avvocato Michele Riggi, oggi candidato al consiglio regionale nella lista di Fratelli d’Italia a sostegno della candidatura a presidente del consiglio della Regione Campania di Edmondo Cirielli. L’avvocato Riggi si è da sempre battuto per i diritti delle donne vittime di violenza fisica e/o psicologiche, si è sempre schierato dalla parte delle donne, sia nelle aule di tribunale, sia durante i convegno organizzati ad hoc. 

La scelta di inserire nel suo programma elettorale azioni per la risoluzione di una delle piaghe sociali più profonde è significativa. “Sappiamo bene che la violenza di genere è un problema soprattutto maschile, ecco perchè da uomo, marito, padre tengo a fare la mia parte” afferma Riggi. 

 
Nel suo programma elettorale un capitolo è dedicato alla situazione attuale: 
– Nel 2020, sono stati registrati 234 femminicidi in Campania, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente.
– Nel 2021, le denunce di donne vittime di violenza sono state 12.456, con un aumento del 20% rispetto al 2020.
– Nel 2022, il 40% delle donne vittime di violenza aveva tra i 25 e i 34 anni, mentre il 25% aveva tra i 35 e i 44 anni.
– Nel 2023, le denunce di donne vittime di violenza sono state 14.123
I centri antiviolenza in Italia, inclusi quelli in Campania, affrontano diverse sfide che ne limitano l’efficacia e la capacità di supporto. Tra le principali criticità vi sono:

– Fondi insufficienti: Molti centri antiviolenza dipendono da finanziamenti pubblici e donazioni private, che spesso risultano insufficienti per garantire servizi adeguati e stabili nel tempo. La mancanza di fondi può portare a difficoltà nel mantenere il personale, coprire le spese operative e ampliare i servizi offerti.
– Mancanza di personale qualificato e stabile: La carenza di personale specializzato e la precarietà lavorativa possono influire sulla qualità dei servizi offerti. I centri spesso faticano a trattenere professionisti qualificati a causa di contratti a tempo determinato e risorse limitate.
– Supporto istituzionale insufficiente: Sebbene ci siano stati miglioramenti nella legislazione e nelle politiche pubbliche, persiste una mancanza di coordinamento e supporto costante da parte delle istituzioni locali e nazionali. Questo può tradursi in procedure burocratiche complicate e ritardi nella gestione dei casi.
– Maggior sensibilizzazione e formazione: È necessario aumentare la sensibilizzazione sulla violenza di genere tra la popolazione e gli operatori del settore, inclusi forze dell’ordine, magistrati e professionisti della salute. Una formazione adeguata può migliorare la risposta ai casi di violenza e garantire un supporto più efficace alle vittime.
–  Accessibilità e copertura territoriale: Non tutti i centri sono facilmente accessibili, soprattutto nelle aree rurali o periferiche. È importante garantire una copertura territoriale più ampia e servizi di supporto anche nelle zone più isolate.

Nello stesso capitolo l’elenco delle azioni CONCRETE da compiere:
1. Aumentare i finanziamenti: Garantire finanziamenti stabili e adeguati per i centri antiviolenza, permettendo loro di pianificare e implementare servizi di supporto di alta qualità.
2. Implementare politiche di sostegno: Sviluppare politiche che favoriscano l’occupazione e la stabilità lavorativa per il personale dei centri antiviolenza, migliorando così la qualità dei servizi offerti.
3. Promuovere la formazione e la sensibilizzazione: Implementare programmi di formazione continua per gli operatori del settore e promuovere campagne di sensibilizzazione sulla violenza di genere a livello nazionale e locale.
4. Migliorare l’accessibilità: Investire in servizi di supporto mobili o domiciliari per raggiungere donne in aree remote o isolate e garantire pari accesso ai servizi di supporto.
5. Semplificare le procedure burocratiche: Semplificare le procedure per l’accesso ai servizi e ai finanziamenti, riducendo gli ostacoli burocratici che possono rallentare la risposta alle vittime di violenza.

L’avvocato Michele Riggi assicura “un impegno concreto e continuativo”.