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Un nuovo inizio. Lo slogan è questo. La data è il 9 settembre, la cornice è l’Hotel Continental di Napoli, l’occasione è il congresso regionale di Forza Italia in Campania. Il partito ci arriva con i numeri in ascesa e li rivendica: dal 5 per cento delle Regionali 2020 al 10,7 delle ultime elezioni, con l’ambizione dichiarata di toccare quota 20 e scavalcare il Partito Democratico. Sulla carta è una stagione di crescita. Nella sostanza è una resa dei conti.

Il congresso ha già un nome. Anzi, due. Fulvio Martusciello e Franco Silvestro: il coordinatore regionale uscente e il senatore che gli farà da vice. È il ticket che, salvo imprevisti dell’ultima ora, sarà alla guida di Forza Italia in Campania. E che, per le indiscrezioni raccolte in queste settimane, sarà determinante anche nella composizione delle liste per le Politiche del 2027.

Non è una questione di segreteria, è una questione di candidature. Chi controlla il partito controlla le liste. Chi controlla le liste decide chi torna in Parlamento e chi resta a casa. Il congresso del 9 settembre non certifica un percorso: distribuisce salvacondotti.

Contro questo assetto si è mossa, per mesi, una pattuglia agguerrita. I deputati Annarita Patriarca e Pino Bicchielli, il senatore Raffaele De Rosa, i consiglieri regionali Livio Petitto, Susy Panico e Angela Parente. Un documento inviato ai vertici nazionali, la richiesta di un commissariamento o di un comitato di reggenza, la denuncia di una gestione “giunta al capolinea”.

Tra i firmatari di quel documento, anzi il primo firmatario, era proprio Franco Silvestro. Lo stesso Silvestro che oggi siede sul ticket accanto a Martusciello. Non è un particolare. L’uomo che aveva firmato per primo la lettera contro il coordinatore regionale è diventato il suo numero due. La fronda che chiedeva il capolinea si ritrova con il suo capotreno dall’altra parte del tavolo. E ai dissidenti rimasti, che pure hanno provato la carta della candidatura alternativa dell’avvocato Alessandro Carrazza, resta la parte più scomoda: quella di chi ha chiesto l’epurazione e rischia di restare epurato.   

È in questo clima che nasce l’iniziativa di avvicinamento al congresso. Un Pantheon. Forza Italia Campania chiede a militanti e cittadini di indicare, sui canali social ufficiali del partito, le figure campane — viventi o del passato — a cui gli azzurri dovrebbero ispirarsi. Istituzioni, libertà, garantismo, impresa, cultura, territorio: i valori sono la traccia, i nomi li mette la rete.

I sedici più votati comporranno il “Pantheon” che verrà svelato il 9 settembre. L’operazione parla soprattutto a una platea giovane e social-nativa. È partecipazione a costo zero, immediata, condivisibile: si vota con un commento, si rilancia con una storia. È il linguaggio con cui un partito prova a sembrare aperto mentre le decisioni che contano si prendono altrove.

Il Pantheon è un’operazione di racconto, non di partecipazione. Serve a costruire una cornice etica e identitaria — i valori, i riferimenti, la memoria — attorno a un congresso che di partecipato ha ben poco. Ai cittadini si chiede di scegliere i sedici numi tutelari della Campania azzurra.

Ai tesserati non si chiede nulla: il ticket è già scritto, le liste del 2027 sono la vera posta in gioco. 

Si celebra la voce della base sui social mentre la base non tocca la sola scelta che decide gli equilibri dei prossimi anni. Si cercano gli ispiratori del passato mentre si liquidano i dissidenti del presente.

Un nuovo inizio, recita lo slogan. Ma un inizio che comincia archiviando i conti aperti somiglia più a una continuità travestita. Il 9 settembre Forza Italia Campania mostrerà il suo Pantheon. Chi resta fuori dal Pantheon dei sedici conta molto meno di chi resta dentro le liste. Il resto è pura comunicazione. Specchietto per le allodole.