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Un passo avanti, due indietro. Al netto delle parole “di facciata” di Serse Cosmi – raccolte nel ventre del Capozza – da Casarano la Salernitana torna con certezze tutt’altro che positive. La squadra granata raccoglie un punto in terra salentina, muove la classifica dopo il successo in rimonta contro il Bari ma – numeri alla mano – vede la vetta sempre più lontana e, soprattutto, fa registrare ancora una volta preoccupanti segnali sul piano dell’approccio, della gestione e della quadratura del cerchio.

Il tecnico granata, nell’immediato dopo partita, ha parlato di occasione persa dopo aver cambiato passo nell’intervallo. Ma la realtà emersa a Casarano per molti ha ben altri connotati. Questa squadra continua ad essere una creatura abbozzata: presentatasi ancora una volta non solo con la difesa a tre ma soprattutto con un centrocampo “affollato” – mandando in campo contemporaneamente Tascone, DeBoer e Vitale – la Salernitana ha di fatto regalato il primo tempo e le chiavi della partita ai padroni di casa. Cosmi ha scelto la stessa soluzione tattica della prima ora di gioco contro il Bari. Un sistema che svilisce le qualità dei singoli ed “abbassa” il baricentro della squadra.

Il tecnico umbro ha liquidato la pratica concentrandosi sull’approccio e sulla “mentalità” ma il nodo gordiano è di altra origine. La realtà è che proprio Cosmi ha scelto di puntare su un sistema non produttivo per gli uomini a disposizione, pur consapevole che la migliore serie positiva di questa squadra è arrivata abbandonando la difesa a tre ed optando per uno “scolastico” 4-4-2. Quindi la questione-Lescano: tornato titolare “a furor di popolo” dopo il gol contro il Bari, l’attaccante argentino non ha visto palla, vittima di un gioco privo di cross e giocate adatte alle sue caratteristiche. Il risultato è stato “perdere” sia lui che La Gumina, entrato nella ripresa quando, poi, la Salernitana ha iniziato a mettere palloni in area cambiando atteggiamento.

E se sul taccuino del cronista nella ripresa si sono registrate più azioni di marca granata a conti fatti la Salernitana ha prodotto solo fumo e neppure una fettina di arrosto.
Morale della favola: se Cosmi si rammarica per l’occasione persa la realtà è che questa squadra, senza continuità tattica e scelte definitive, continuerà nell’altalena di successi e delusioni che la tiene lontana dalla vetta. Intanto le “grandi” hanno iniziato a camminare con costanza e il Potenza prosegue la marcia che la rende sempre meno sorpresa e sempre più “consorella” al banchetto per la promozione diretta.

Se dovrà essere corsa a tappe, come ha spesso sottolineato Cosmi, la Salernitana non può più permettersi di comportarsi da gregaria e deve iniziare a cambiare passo, a cominciare da sabato contro la Scafatese.
Altrimenti la stagione, già minata dalla distanza della proprietà e dal pressappochismo della dirigenza, rischia di essere compromessa sin dalle prime salite.