Il primo ostacolo è superato. Ma quello più alto deve ancora arrivare. La maggioranza supera il primo voto segreto sulla nuova legge elettorale. L’Aula della Camera ha respinto le cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. 229 i voti contrari, 151 quelli favorevoli. Lo scrutinio era segreto.
Un risultato che consente alla riforma di proseguire il suo cammino parlamentare. Ma che, proprio per la segretezza del voto, non permette di stabilire con certezza se e quanti deputati della maggioranza abbiano votato diversamente dalle indicazioni dei rispettivi partiti. Il primo test, dunque, è passato. La partita vera si giocherà la prossima settimana.
L’esame del provvedimento riprenderà a Montecitorio e il Governo ha annunciato l’intenzione di porre la questione di fiducia sui passaggi più delicati. Poi arriverà il voto finale, atteso tra la sera del 7 e la mattina dell’8 ottobre. Ed è quello il passaggio da cerchiare in rosso.
Sul voto conclusivo potrebbe infatti essere nuovamente richiesto lo scrutinio segreto. Sarà l’ultimo banco di prova per la maggioranza prima dell’approvazione definitiva della riforma. Una legge tutt’altro che tecnica. Saranno quelle norme, infatti, a stabilire come gli italiani eleggeranno deputati e senatori alle prossime elezioni politiche del 2027.


















