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Filomena Lamberti, la donna originaria di Salerno sfigurata nel 2012 dall’ex marito con l’acido, ha deciso di intervenire dopo lo sfogo del padre di Lorena Isceri, la 45enne uccisa dall’ex compagno Federico Vella, che poi si è tolto la vita. Davanti al dolore del genitore e alle sue parole dure, Filomena ha sentito il bisogno di aggiungere la propria voce a un dibattito che continua a interrogare il Paese.

“Care donne, non mi stancherò mai di dire che al primo cenno, anche fosse solo una parolaccia, dovete dire basta e denunciare. E dopo la denuncia deve scattare subito l’arresto”, ha dichiarato attraverso il suo profilo TikTok. Una posizione netta, maturata dopo anni di testimonianza e impegno pubblico.

Le leggi ci sono

Filomena ricorda che le leggi ci sono, ma che senza la denuncia restano strumenti inefficaci. E aggiunge un punto che ripete spesso nei suoi incontri: sarebbe opportuno allontanare gli uomini violenti dalla casa familiare, non le donne. “Allontanare una donna dal proprio habitat, magari con i figli, e sistemarla in una casa protetta significa farla diventare vittima due volte: è una violenza nella violenza», afferma. “Non ce l’ho con gli uomini, ma con i maschi violenti”.

Il giorno dopo lo sfogo del padre di Lorena, Filomena ha ribadito che il dolore di un genitore “non ha parole che possano alleviarlo”. Lei, sopravvissuta alla violenza, dice di inchinarsi davanti a chi perde una figlia in questo modo. E invita le donne a non lasciarsi frenare dalla paura di ciò che potrebbe accadere al carnefice: “Chi ha davvero intenzione di ammazzarsi lo fa senza dirlo. Quando minacciano di uccidersi, spesso lo fanno solo per esercitare violenza psicologica”.

Per Filomena, la denuncia deve portare a un intervento immediato: “Si va a prendere il soggetto e lo si deve mettere in carcere. Il braccialetto elettronico non serve a nulla: un uomo che vuole uccidere una donna non si ferma davanti a una legge”. Parole che affondano nella sua storia personale: nel 2012, quando fu aggredita con l’acido, non esistevano misure cautelari come quelle attuali, e il suo ex marito scontò solo 15 mesi di carcere. La sua testimonianza torna oggi come monito e come appello: denunciare subito, pretendere protezione reale, non accettare compromessi sulla propria sicurezza.

Filomena Lamberti, sfigurata dal marito nel 2012