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Sanremo, ormai, è quel grande frullatore annuale che ogni direttore artistico si ostina a riempire fino al bordo, sperando che ne esca la ricetta della felicità televisiva. E anche per questa 76esima edizione, tra veterani in cerca dell’ennesima resurrezione e debuttanti smaniosi di un battesimo in mondovisione, non manca la quota newpolitan. C’è Sal Da Vinci, che rincorre quel ritorno all’Ariston come un appuntamento rimandato troppe volte, c’è Luchè, avvolto da aspettative e indiscrezioni su ospiti amici per la serata delle cover, ci sono i giovani della scena urban – Lda, Aka 7Even, Samurai Jay – chiamati a certificare, ancora una volta, che Napoli è un’industria culturale in ascesa.

Ma mentre il carrozzone si rimette in moto, mentre si contano presenze, assenze, ritorni e ripescaggi, un nome – forse più di altri – ha continuato a circolare per settimane in quel limbo che ha preceduto l’annuncio ufficiale: quello de La Niña. Nessuna esclusione. Carola Moccia a Sanremo ha scelto di non andare. E a rimettere ordine nel brusio ci ha pensato lei stessa, con una dichiarazione social di chi sa esattamente cosa sta facendo: “Ho letto il mio nome tra “gli esclusi” di Sanremo. Ma non si può essere esclusi da qualcosa a cui non si prende parte: non ho mai inviato alcun brano al Festival, quindi non c’è nessun mistero e nessun retroscena”.
Una scelta “semplice e radicale”, dice, maturata nel tempo. “In questi anni ho sfiorato da vicino quei mondi, ne ho osservato i meccanismi, le luci, le gerarchie. E anche grazie a quella distanza vigile che ho capito dove, per me, la musica resta viva e necessaria”. La sua musica, dice, “preferisce altri luoghi e altri tempi”: i club, i teatri, quei palchi dove il pubblico non è un’entità statistica ma una comunità che respira insieme. E a proposito di incontri veri, aggiunge, il tour “è ufficialmente sold out. Grazie per la fiducia e per l’amore con cui state accompagnando questo percorso”. 

Fuori dal Festival, però, restano in tanti. Oltre 270 gli esclusi dall’edizione 2026: una lista lunghissima che va dai volti noti ai nomi emergenti. A guidarla, come sempre, i Jalisse, che raggiungono un traguardo tutto loro: è il 29esimo anno consecutivo in cui una loro canzone non viene accettata, ormai professionisti della resilienza sanremese.
Accanto a loro figurano Andrea Settembre (vincitore di Sanremo Giovani 2025), Anna Tatangelo, Alex Britti, Nina Zilli, Mr. Rain, Carl Brave, Fred De Palma, Frah Quintale, Il Tre, Chiara Galiazzo, Benji & Fede, Venerus, Aiello, Amara, Emma Nolde, California, Sarah Toscano, Mecna, Nada, i Fast Animals And Slow Kids, Pago, Shade, Alessandra Drusian e Fabio Ricci, Lorenzo Fragola e molti altri.
Una fotografia ampia e variegata di ciò che resta fuori dall’Ariston, volontariamente o meno. E che quest’anno, forse più del solito, dà forma a un coro silenzioso: noi non ci sa(n)remo

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