Due ore e trenta minuti. Tanto è durata l’autopsia sul corpo di Luca Esposito, il giornalista trovato senza vita nelle campagne di Eboli, in un caso che continua a presentare più interrogativi che certezze.
L’esame autoptico, eseguito dal medico legale Gabriele Casaburi, si è concluso senza anticipazioni. Massimo riserbo da parte del professionista, chiamato ad accertare sia l’orario della morte sia, soprattutto, le modalità con cui Esposito è stato ucciso.
Intanto una delle prime ipotesi investigative sembra perdere consistenza. Dopo il ritrovamento di un bossolo si era parlato della possibilità che il giornalista fosse stato raggiunto da un colpo di pistola alla testa. Uno scenario che, allo stato, non sarebbe più quello prevalente.
L’attenzione degli investigatori si starebbe concentrando anche sulla possibilità che la vittima sia stata violentemente aggredita prima che il corpo venisse dato alle fiamme. Saranno gli esiti dell’autopsia e dei successivi esami a chiarire se il decesso sia stato provocato da un pestaggio o da altre cause.
Nel frattempo restano numerosi punti oscuri. Dal ritrovamento dell’auto a pochi metri dal corpo fino alle riprese delle telecamere di videosorveglianza che avrebbero rilevato altre auto nello stesso frangente orario. Elementi che alimentano un quadro ancora tutto da ricostruire e sul quale gli investigatori mantengono il massimo riserbo.
Le indagini proseguono nel tentativo di dare un nome agli autori e ricostruire, minuto dopo minuto, le ultime ore di vita di Luca Esposito.



















