Il suono della campanella si sta avvicinando e per molti è una corsa contro il tempo per cercare di portare a termine i progetti che sono appesi. Si tratta del PNRR, il piano pensato nel 2021 per cercare di rispondere alla crisi esplosa col Covid. Una pioggia di soldi da impiegare con scadenze prefissate per promuovere investimenti e riforme in digitalizzazione, transizione ecologica ed inclusione sociale. Il tutto con l’obiettivo di rendere l’Italia più equa e sostenibile.
Una corsa contro il tempo: il 2026 è l’anno decisivo nonchè l’ultimo per il completamento degli obiettivi.
Ogni amministrazione ha segnate sul calendario le date di cui tenere conto con quella principale fissata nel 31 di agosto, momento nel quale si chiude formalmente il piano, anche se i controlli e le verifiche potranno estendersi fino al 31 dicembre del 2031.
Per quanto riguarda le scuole, invece, la rendicontazione finale è stata prorogata al 31 marzo del 2026. Settembre, infine, è il mese nel quale si potrà presentare la richiesta di pagamento alla Commissione Europea.
C’è da correre insomma per le amministrazioni e c’è da farlo per non lasciare soldi appesi. Tanto è stato fatto in Campania ma tanti sono ancora i cantieri attivi o che devo essere avviati e che rischiano di andare oltre la data di scadenza.
Sarebbe un autogol incredibile per amministratori che rischierebbero seriamente di compromettere la crescita di una Regione che ha difficoltà ataviche e che si è aggrappata al PNRR per cercare di risolvere questioni annose.
Pochi mesi e si potrà capire molto dell’operato in questi anni delle amministrazioni, se ci sarà stata la capacità di sfruttare le risorse messe a disposizione o se saranno stati più bravi a farsi sfuggire l’occasione per rendere questa Regione migliore.



















