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Un mese scarso. Il tempo che ci ha messo Vincenzo De Luca a tornare su quel trono che non ha mai smesso di considerare suo. E già basterebbe a fare un primo, desolante bilancio. In un durissimo documento inviato agli alleati della coalizione di sinistra (AVS, Movimento 5 Stelle e “Salerno Democratica”) e allo stesso candidato sindaco, Franco Massimo Lanocita, oggi leader dell’opposizione, Terra Socialista e Risorgimento Socialista, che nelle elezioni comunali del 24 e 25 maggio scorso hanno portato Rino Avella nella massima assise cittadina nella lista di Alleanza Verdi e Sinistra — primo degli eletti dell’opposizione con oltre mille preferenze — non intendono aspettare l’insediamento del Consiglio per dire quello che pensano. E lo dicono chiaro: “quello che si è visto in queste settimane non è l’alba di una nuova stagione. È il vecchio copione. Annunci roboanti, iniziative di facciata, propaganda quotidiana. E, sullo sfondo, problemi concreti lasciati senza risposta”.

La rottamazione negata: «Chi era in difficoltà non ha avuto scampo»

Il primo atto politico concreto del neo sindaco è stato un no secco alla rottamazione quinquies, il provvedimento di definizione agevolata delle cartelle esattoriali che avrebbe consentito a migliaia di famiglie e piccoli commercianti salernitani di mettersi in regola con il Comune pagando meno. “Un atto atteso. Un atto già avviato dal Commissario Prefettizio. che De Luca ha cancellato con una sola dichiarazione. La motivazione – si legge nel documento – è quella di un Comune «vigilato speciale» dai Ministeri dell’Interno e dell’Economia, vincolato a un piano di stabilità per evitare il dissesto.

Peccato che a produrre quella situazione finanziaria sia stato esattamente chi oggi la usa come scudo”. “Chi ha governato questa città, direttamente e per interposta persona, senza soluzione di continuità per oltre trent’anni?” si chiedono retoricamente i socialisti: “La risposta la conoscono tutti i salernitani. Napoli non era un avversario: era un suo fedelissimo, insediato per tenergli il posto caldo. Non esiste eredità in una successione tra sodali”.

“Il risultato pratico – sottolineano i socialisti – è brutale: chi doveva pagare il doppio può farlo. Chi era in difficoltà non ha avuto scampo. E il Comune, rifiutando la rottamazione, ha rinunciato anche alla possibilità di un gettito supplementare da parte di quei contribuenti morosi che, sgravati da interessi e penali, avrebbero potuto mettersi in regola. Ora non lo faranno. Tutto questo in un Comune già ai massimi di pressione fiscale, con l’IRPEF aggiuntiva e una TARI tra le più alte d’Italia. Mentre non è chiaro come verrà indirizzata l’importante entrata della tassa di soggiorno: a finanziare ancora le Luci d’Artista?”.

Il N.O.S.: «Pura comunicazione politica. In divisa»

Il secondo atto del mandato è l’istituzione del Nucleo Operativo Sicurezza (N.O.S.), reparto speciale della Polizia Municipale approvato con delibera di Giunta il 15 giugno scorso. Una ventina di unità scelte, missione dichiarata: combattere microcriminalità, accattonaggio molesto, spaccio, abusivismo, parcheggiatori abusivi, degrado urbano. De Luca alla conferenza stampa di presentazione ha sintetizzato la catena di comando con la consueta prosopopea: «Io coordino e il comandante comanda».

“Terra Socialista e Risorgimento Socialista non sono contrari alla sicurezza. Sono contrari alla spettacolarizzazione della sicurezza, che è cosa assai diversa. La delibera stabilisce che il N.O.S. sarà coordinato «direttamente dal sindaco». Gli agenti potranno operare in borghese per documentare condotte di mendicanza. Potranno identificare cittadini stranieri e avviare procedure di espulsione verso i CPR. Il tutto fregandosene del TUEL, delle altre leggi in materia di ordine pubblico e sicurezza urbana, e prima ancora della Costituzione Repubblicana”.

Quello che De Luca ha messo in campo – denunciano i socialisti – è un reparto di pronto impiego personale: “una sorta di milizia coordinata direttamente da lui, con poteri di sorveglianza discrezionale sulle fasce più vulnerabili della popolazione. I poveri. I mendicanti. I migranti. Un modello securitario che scambia il controllo sociale con la sicurezza dei cittadini. Ed è un modello che la cultura socialista impone di definire come irricevibile”.

Quanto all’efficacia, secondo Terra Socialista e Risorgimento Socialista il N.O.S. non contrasterà la criminalità organizzata, non risolverà il problema della microcriminalità, non ridurrà la povertà. “Non sappiamo neppure – si legge nel documento – se il sindaco, nella sua qualità di «coordinatore», abbia mai incontrato il Questore, il Comandante dei Carabinieri e quello della Guardia di Finanza per concordare le modalità di integrazione con le forze dello Stato già presenti sul territorio. Il N.O.S. serve a una cosa sola: permettere a De Luca di annunciare che «la ricreazione è finita». È pura comunicazione politica. In divisa”.

Universo Beach: il bluff che De Luca ha inaugurato e dimentica

E poi c’è Universo Beach. “Il simbolo più eloquente di ciò che non funziona in questa città e in questa classe dirigente”, si legge nel documento.

“Nell’estate del 2025 – ricordano i socialistiVincenzo De Luca, allora presidente della Regione Campania, inaugurò tra squilli di fanfare il ripascimento del litorale tra Torrione e Pastena: nuova sabbia bianca e fine, arenile allargato di settanta metri verso il mare. Fotografie, video, conferenza stampa, applausi. E i consueti paragoni: Ipanema, Copacabana”. “A distanza di un anno, si scopre che il materiale utilizzato è difforme dal capitolato d’appalto: non sabbia fine, ma un materiale compatto che non trattiene l’acqua e crea un effetto cemento.

E il sindaco? Ammette di «non aver avuto tempo di verificare nel dettaglio la situazione». Non ha avuto tempo. Di controllare la spiaggia che lui stesso ha inaugurato un anno fa. Nel frattempo scarica la responsabilità sull’impresa appaltatrice, mentre l’impresa sostiene che materiali e opere erano stati approvati dall’amministrazione comunale. Rimpalli. Controdichiarazioni. Un consulente tecnico esterno nominato d’urgenza. La città entra in piena estate con la spiaggia pubblica più grande e più frequentata diventata un caso irrisolto a cielo aperto”.

Ma, secondo i socialisti, il caso Universo Beach pone anche una domanda politica che pochi hanno voglia di affrontare. Questa: “Perché, di fronte a questo disastro, De Luca non ha tratto le conclusioni sulla qualità della sua squadra di assessori, quasi identica a quella precedente? E alla vicenda non può dirsi estraneo il PD, giacché le «civiche» deluchiane sono sostanzialmente un monocolore dem, con in aggiunta il simbolo di Avanti Psi”.

“Tiriamo le somme”, scrivono ancora i socialisti. “In meno di un mese, De Luca ha: negato la rottamazione alle famiglie in difficoltà scaricando su altri le responsabilità di un dissesto maturato sotto il suo governo; istituito una sorta di milizia personale per il controllo del territorio con poteri discrezionali sui ceti più deboli; trasformato la spiaggia più importante della città in un caso giudiziario a inizio estate, ammettendo di non essere ancora aggiornato sulla vicenda”.

“Terra Socialista e Risorgimento Socialista – conclude il documento – attraverso il loro consigliere comunale Rino Avella, porteranno queste questioni nell’assemblea cittadina senza sconti e senza diplomatismi. Avella è stato eletto per fare opposizione. E questa è l’opposizione che intende fare: concreta, documentata, radicata nei problemi reali della città”.

E se non è una dichiarazione di guerra, ci manca veramente poco.