L’accordo Mercosur, per ora, si ferma. Un altolà politico prima ancora che tecnico. Il dossier è stato rinviato e adesso la palla passa alla Corte di Giustizia dell’UE, chiamata a pronunciarsi su un’intesa che ha spaccato governi, categorie e territori. Un passaggio tutt’altro che neutro. Perché qui non si discute solo di commercio, ma di regole. E di democrazia.
In questi mesi la piazza ha parlato chiaro. Forte. A tratti rumorosa. Le associazioni di categoria hanno alzato la voce, e tra tutte Coldiretti ha fatto la parte del leone. Trattori e bandiere prima a Bruxelles, poi a Strasburgo. Una protesta continua contro un accordo percepito come squilibrato, cucito su logiche lontane dalla realtà agricola europea.
Il punto è semplice. Il Mercosur avrebbe inciso pesantemente sull’economia agricola italiana. E su quella campana in modo particolare. Un territorio fatto di produzioni di qualità, filiere corte, denominazioni protette. Certo, qualcuno ha parlato di opportunità di export. Ma il rovescio della medaglia era evidente: l’ingresso massiccio di prodotti provenienti da Paesi non soggetti alle stesse norme sanitarie, ambientali e qualitative vigenti nell’UE. Concorrenza sleale per le imprese. Rischio concreto per i consumatori.
Su questo è netto il giudizio di Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente Coldiretti Benevento: “Questo accordo sarebbe stato un danno non solo per le imprese agricole, ma anche per i cittadini. Da una parte la concorrenza sleale di chi non rispetta le nostre stesse regole, dall’altra il rischio di abbassare gli standard del cibo che arriva sulle nostre tavole. Noi produciamo qualità, con controlli rigorosi. Ciò che importiamo non ha gli stessi standard. Ma c’è un altro elemento importante: questo stop segna un limite alla burocrazia europea che pensava di poter andare avanti ignorando il voto del Parlamento e la volontà dei cittadini. Il fatto che il Parlamento si sia opposto è una soddisfazione non solo per gli agricoltori, ma per la democrazia”.
Il rinvio dell’accordo Mercosur non è una vittoria definitiva. È una pausa. Ora toccherà alla Corte di Giustizia UE chiarire se questo impianto regge davvero sul piano giuridico e istituzionale. Fino ad allora, il trattato resta sospeso. E con lui un’idea di Europa che qualcuno voleva far passare senza chiedere permesso.




















