Sollecitati da diversi residenti di via Sichelgaita, che denunciavano la diffusione nell’area intorno alla cava Cernichiara di nauseabondi odori notturni – simili a bitume appena prodotto, così persistenti da costringerli a tenere chiusi balconi e finestre nonostante il forte caldo – lo scorso 24 luglio i consiglieri comunali Franco Massimo Lanocita, Rino Avella, Giso Amendola e Claudio Russolillo presentarono un’interrogazione scritta al sindaco e all’assessore all’ambiente.
In particolare si chiedeva di sapere se nella zona interessata fosse in funzione un’attività autorizzata per la produzione di bitume e, in caso di risposta affermativa, se fossero stati disposti controlli per verificare l’adozione da parte dei titolari degli accorgimenti tecnici per abbattere la diffusione nell’ambiente degli odori e degli agenti inquinanti. Inoltre, si chiedeva di sapere se fosse stata prevista la sospensione di tale attività nel periodo estivo e se questa fosse compatibile con la destinazione urbanistica di una zona ad alta idensità abitativa.
Dopo circa due mesi le risposte sono arrivate e dalle attività svolte dall’Ufficio tutele ambientali del Comune è emerso che nella zona risulta attiva la società SEPA srl (Gruppo Marinelli) autorizzata alla produzione di bitume per asfalto con decreto dirigenziale regionale del 1999, e successivi decreti del 2014 per le emissioni in atmosfera e adeguamento dell’impianto e del 2017 per l’installazione di un deposito di oli minerali ad uso industriale per la produzione di bitume. Nel sito opera anche un’altra ditta, la ITALSUD srl, sempre del Gruppo Marinelli, che esercita l’attività mineraria ed estrattiva di cava per la produzione di cemento/calcestruzzo.
Della vicenda sono stati interessati l’Arpac, il Noe dei Carabinieri e l’Asl di Salerno. L’Arpac ha contestato alla ditta Sepa violazioni delle prescrizioni avendo accertato il mancato rispetto di norme UNI di riferimento per quanto riguarda i punti di campionamento e il mancato obbligo da parte del gestore ad effettuare gli autocontrolli per il monitoraggio delle emissioni e a comunicarne gli esiti all’autorità competente. L’Arpac ha assegnato 30 giorni di tempo all’azienda per le controdeduzioni e ha rappresentato al Comune che il decreto dirigenziale regionale del 2014 contiene specifiche prescrizioni inerenti aspetti urbanistici -edilizi.
Nel frattempo, l’Agenzia regionale per l’ambiente ha installato un campionatore di odori presso una residenza in zona e renderà noti i risultati non appena disponibili.
L’Asl di Salerno, invece, non ha espresso alcun parere perché nei due controlli effettuati da propri addetti non sono stati percepiti gli odori denunciati dai residenti e attende gli esiti dei campionamenti dell’Arpac e si riserva di effettuare ulteriori verifiche.
Per quanto riguarda, invece, l’eventuale sospensione dell’attività per il periodo estivo, l’Ufficio tutele ambientali del Comune fa presente che la competenza è in capo alla Regione che autorizzò l’attività, fermo restando le valutazioni dell’Amministrazione comunale all’esito del parere sanitario dell’Asl.
Infine, in ordine alla compatibilità urbanistica di tale impianto in una zona densamente abitata, l’Ufficio tutele ambientale del Comune precisa che le autorizzazioni regionali furono rilasciate prima dell’adozione del Piano urbanistico comunale avvenuta nel dicembre del 2006.
“Continueremo a seguire l’evoluzione della vicenda – ha commentato Franco Massimo Lanocita – e attenderemo i risultati della centralina di monitoraggio installata dall’Arpac e le eventuali determinazioni dell’Asl, ma è evidente che tale attività è ormai incompatibile con le residenze. Pertanto proporremo una variante al Piano urbanistico per delocalizzarla”.


















