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Una missione lunga due giorni che ha attraversato  Amendolara , teatro della terribile uccisione di 4 extracomunitari e la Piana del Sele con Campolongo per raccontare, senza retorica, la normalità dello sfruttamento. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul caporalato ha raccolto con il sopralluogo in Campania  un quadro netto: non è più un fenomeno marginale, ma una rete organizzata che sostituisce lo Stato dove lo Stato non arriva. 

L’onorevole Franco Mari, segretario della Commissione e parlamentare salernitano,  che ha seguito ed accompagnato la visita parla di “dimensioni eccezionali”, con un sistema che ormai recluta, sposta e alloggia lavoratori in tutta Italia. Le testimonianze convergono su un punto: finché mancheranno collocamento pubblico, trasporti, alloggi e servizi digitali, i caporali continueranno a colmare il vuoto. E finché le politiche migratorie resteranno inefficaci, ogni lavoratore senza permesso sarà una vittima potenziale della intermediazione criminale.

Nella tappa salernitana, nel corso di una riunione finale che si è tenuta in prefettura a Salerno , è  stato diramato anche il report del professor Gennaro Avallone che aggiunge un tassello decisivo: 24 episodi tra morti e infortuni di cittadini stranieri in due anni, molti dei quali legati a incidenti stradali lungo arterie pericolose percorse in bicicletta per mancanza di trasporti. Altri casi riguardano incidenti agricoli, smaltimento illecito di rifiuti, marginalità estrema, violenze. 

Il quadro più allarmante riguarda il Decreto flussi, che secondo i dati raccolti produce nuova irregolarità: nel 2025, in provincia di Salerno, zero permessi di soggiorno rilasciati a fronte di migliaia di domande. Un sistema che si inceppa all’origine e lascia i lavoratori esposti al ricatto.La conclusione della missione è chiara: senza un intervento pubblico forte e strutturale, il caporalato continuerà a prosperare. E la Piana del Sele, oggi, ne mostra tutte le conseguenze.