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L’ASL Salerno ha convocato i sindacati per venerdì pomeriggio in via Nizza, dopo la richiesta avanzata domenica dalla FP CGIL Salerno, che continua a denunciare una situazione ormai insostenibile per la sanità della Valle del Sele.

Il sindacato ribadisce la necessità di garantire sicurezza a cittadini e operatori, livelli essenziali di assistenza e diritti dei lavoratori, ma sottolinea come le criticità strutturali dell’ospedale di Battipaglia, attualmente chiuso,  siano state liquidate con troppa fretta, evitando interventi di manutenzione straordinaria che oggi si rivelano fondamentali e favorendo la scelta di ricostruire un nuovo presidio nello stesso sito.

Una decisione che ha escluso la proposta dei sindaci di realizzare un ospedale alternativo, capace di ospitare 400-500 posti letto e di colmare il deficit di circa cento posti che penalizza l’intera provincia.

Secondo il segretario generale Antonio Capezzuto, la presa d’atto delle criticità del presidio battipagliese, arrivata senza appello, costringendo per pericolo l’evacuazione di pazienti ed operatori, comporterà tempi lunghi per completare le indagini strutturali e avviare eventuali interventi, con il rischio di lasciare la Valle del Sele con un’offerta ospedaliera dimezzata.

Per questo la FP CGIL ha scritto anche al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, chiedendo risposte certe e coordinate tra politica e azienda sanitaria.

Il sindacato ricorda che il territorio è già fortemente penalizzato dalla carenza di posti letto e caratterizzato da una popolazione fragile, con redditi bassi e una presenza crescente di lavoratori migranti impiegati nell’agricoltura della Piana del Sele, sempre più numerosi e con bisogni sanitari in aumento.

Nelle more della realizzazione di strutture esterne temporanee a Battipaglia, la FP CGIL chiede che il potenziamento dei servizi avvenga tramite manifestazioni di interesse rapide verso le altre strutture della Valle, ricorso allo straordinario o alle prestazioni aggiuntive dove necessario, evitando provvedimenti coercitivi che spostano il personale lontano dalla sede di lavoro senza confronto con i sindacati e con impatti insostenibili sulla conciliazione vita-lavoro.

Capezzuto propone inoltre di concedere ferie ai lavoratori dei servizi temporaneamente chiusi, quando non vi siano criticità, anche per dimostrare la buona volontà dell’ASL, che continua a imputare ai dipendenti la responsabilità dell’accumulo delle ferie.