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Salerno – No alla chiusura della farmacia h24 di Scafati. A chiederlo, conti alla mano, è Donato Salvato, segretario generale della Uil Fpl provinciale. In una nota inviata al presidente dell’Assemblea del Consorzio farmaceutico intercomunale, il sindaco di Capaccio Franco Palumbo, al presidente del Cda dell’Ente, Andrea Inserra, al direttore generale del Consorzio, Francesco Sorrentino, e ai commissari straordinari del Comune di Scafati, il sindacalista ha spiegato perché la struttura, redditizia anche dal punto di vista economico, non deve chiudere. Il Consorzio, secondo i dati dell’organizzazione di categoria, perderebbe un introito annuo di 400mila euro. “Le notizie diffusesi in queste giornate calde d’estate preoccupano profondamente la Uil Fpl. Si spera che siano fantasiose e prive di concreto fondamento, perché altrimenti innescherebbero un processo organizzativo in antitesi con quanto è stato evidenziato e condiviso nell’incontro estremamente fruttuoso e carico di intenti tenutosi con il presidente dell’Assemblea del Cfi, il sindaco Palumbo e altri rappresentanti dei Comuni consorziati”, ha detto Salvato. La Uil Fpl, infatti, contesta il mancato coinvolgimento nella decisione delle parti sociali. “Sembrerebbe che dal prossimo mese di settembre una delle cinque farmacie di Scafati, denominata ‘Scafati 5’, cesserà di offrire alla collettività il servizio continuato h24. Ci pare una notizia certamente in contrasto con quanto enunciato nell’incontro del 31 luglio scorso, ovvero la precisa volontà di rilanciare con un piano programmatico le farmacie comunali del Consorzio da circa 20 anni, punto di riferimento per le fasce più deboli della popolazione. Questa farmacia risulta tra le 19 di proprietà del Consorzio quella con il fatturato più alto. Tutto avviene proprio grazie al servizio h24, che ha portato a un’entrata nel 2016 di circa 1.400.000 euro”, ha spiegato Salvato. “Da circa 20 anni svolge un servizio importante, non solo per la popolazione di Scafati ma anche dei Comuni limitrofi di Pompei, Boscoreale, Terzigno, Sarno e Angri, coprendo così un’utenza di oltre 100mila abitanti”.
La sua chiusura, per il sindacato, sarebbe anche un azzardo economico che non porterebbe alcun beneficio alle casse del Consorzio. “Nell’ipotesi di piano industriale è tra l’altro previsto un incremento di fatturato nel corrente anno del 15,4% rispetto a quello del 2016, ovvero 1.628.409 euro”, ha continuato Salvato. “Tale modifica organizzativa, se dovesse realizzarsi, determinerebbe in conseguenza che anche il fatturato subirebbe un sensibile calo e quindi in contrasto con quanto preventivato. “Il calo economico sarà certamente maggiore rispetto alla semplice sottrazione aritmetica del fatturato notturno già per se stesso rilevante come in appresso si evidenzierà, in quanto un turno h24, come è facile intuire, fa da traino anche per le altre fasce orarie. I pazienti vi si recano essendo sicuri di trovare la farmacia sempre aperta con un assortimento di prodotti non comune ,determinandosi inoltre un rapporto fiduciario con il personale ivi impiegato. Dopo 20 anni di attività ininterrotta h24 , essendo tale farmacia una istituzione nell’Agro, l’utenza va automaticamente e direttamente presso tale sede”.
Per la Uil Fpl, dunque, la chiusura del turno notturno causerebbe una riduzione di utenza anche nelle fasce diurne. Infine, la nota sul fatturato. “A quanto risulta, quello del solo servizio notturno è del tutto sostenibile aggirandosi ogni notte sui 1.000 euro solo di contanti, attestandosi pertanto, solo per tale fascia oraria, su circa 30.000 euro mensili, a fronte della spesa di un solo operatore che garantisce tale turno. Così il piano aziendale vedrebbe un ridimensionamento di almeno 400.000 euro annui”.