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di Gigi Caliulo

Dopo quattordici giornate non si può più parlare di “fattori collaterali” e calendario favorevole, né di fortuna o episodi casuali. La Salernitana ha prontamente riconquistato la vetta – persa soltanto per sei giorni dopo lo 0-0 col Crotone – ed il primato non può più essere derubricato a semplice regalia con la complicità delle avversarie. Perché se è vero, da un lato, che la sensazione di un campionato che “aspetta” i granata si ripresenta ad ogni giornata è altrettanto vero che la Salernitana ha – fino ad oggi – brillato per continuità di rendimento e ruolino di marcia complessivo. Ed a cinque turni dal giro di boa il primo posto è ormai una certezza così come il fatto che questa squadra, tanto cinica quanto pragmatica, ha sempre risposto a suon di risultati nei momenti di apparente frenata. Lo ha fatto dopo il passo falso interno col Cerignola, si è ripetuta dopo la sconfitta di Catania ed ha rimesso la chiesa al centro del villaggio ieri, vincendo ad Altamura dopo due pareggi ad occhiali che pure sembravano suonare come un mezzo campanello d’allarme.

Certo, la vittoria – l’ennesima – in rimonta contro la coriacea squadra pugliese è arrivata grazie ad un doppio penalty. Due rigori – sia chiaro – nettissimi che hanno semplicemente “crismato” un successo meritato per quanto fatto vedere in campo. La Salernitana, anche al D’Angelo, non ha praticamente corso alcun rischio subendo il clamoroso svantaggio iniziale nel momento di massima pressione iniziale. Raffaele, che pure ha dovuto rinunciare a DeBoer e Villa (in panchina solo per onore di firma e attaccamento al gruppo) oltre a Cabianca, è riuscito a commutare l’interruttore della “cazzimma” quando – raggiunto il pari – gli interpreti in campo sembravano quasi appagati ed ha inserito quei calciatori che hanno restituito il giusto nerbo al gruppo.

Dunque, dopo quattordici turni e con trenta punti all’attivo, i numeri non possono più essere considerati un orpello bensì una certezza. La Salernitana non è il migliore attacco né la difesa meno battuta anche se nelle ultime cinque giornate la squadra granata ha trovato un equilibrio arretrato che ha ridotto di molto le reti subite. Ma è prima con merito grazie al migliore rendimento rispetto a tutte le altre contendenti, soprattutto in trasferta (primato condiviso col sempre più pericoloso Cosenza) e soprattutto ha già affrontato tutte le avversarie più insidiose (Benevento a parte) con un vantaggio non indifferente in vista del giro di boa. Nel girone di ritorno – se si escludono il Crotone, sul quale però pesa la mannaia dell’amministrazione controllata, e la Casertana – tutte le big dovranno far visita ai granata all’Arechi. Ed il fattore campo, contro Cosenza, Casarano, Catania e Benevento, potrebbe risultare decisivo. Non solo: c’è un altro aspetto che fa pendere l’ago della bilancia dalla parte dei granata. Rispetto alle “consorelle” di vertice la Salernitana ha sempre ottenuto punti contro le “piccole” o presunte tali. E in un campionato dove nulla è scontato (chiedere a Catania e Benevento per conferma) la continuità di risultati rischia di diventare il fattore dominante nella corsa promozione.
Questa Salernitana, insomma, sarà anche poco bella e spettacolare ma quando si vince tutto diventa affascinante. E a volte irraggiungibile.