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L’Agro nocerino-sarnese è in ginocchio. E si teme per domani, seconda giornata di una allerta meteo che sta mettendo ko la viabilità della zona nord di Salerno ed i collegamenti con le aree vesuviane limitrofe. Nel tardo pomeriggio di oggi l’Alveo Comune Nocerino, all’altezza di San Marzano sul Sarno, prima cittadina salernitana che confina con Poggiomarino, ultimo paese della provincia di Napoli, è esondato.

L’Alveo Comune Nocerino si alimenta soprattutto dalla confluenza del torrente Solofrana con il torrente Cavaiola (area Nocera) e poi confluisce nel fiume Sarno in area San Marzano. Pertanto i collegamenti tra i paesi vesuviani e la parte nord di Salerno sono fortemente compromessi.

“Le piogge intense di queste ultime ore destano forte preoccupazione” dichiara il coordinatore del Comitato “Etica, Vivibilità e Salute”, Agostino Ingenito che spiega “Il territorio dell’Agro Sarnese Nocerino è notoriamente fragile ed esposto a un grave dissesto idrogeologico, come tristemente dimostrano le frane di Sarno, l’area di Montalbino e le zone pedemontane di Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara, fino all’area del Valico anch’essa interessata da frequenti cedimenti dei costoni, analogamente a quanto avviene in Costiera”.

Dal Comitato si chiede di accertare se siano attivi e pienamente funzionanti tutti gli strumenti di rilievo pluviometrico nelle aree interessate, di verificare e monitorare, in raccordo con la Regione Campania, il regolare funzionamento e la manutenzione delle vasche di laminazione di Sarno, Angri, Sant’Egidio, Pagani e Nocera e controllare le attività che dovrebbero essere svolte con continuità dal Consorzio di Bonifica e dalla SMA Campania in materia di prevenzione e gestione del rischio. Richieste messe nero su bianco che saranno inoltrate al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico.

Il dissesto idrogeologico della piana del Sarno, inoltre, continua a provocare numerosi allagamenti, anche su strade regionali e provinciali. La mancata piena attuazione del progetto “Grande Sarno” rende evidente la necessità di un intervento urgente e risolutivo da parte della Regione Campania. Non si può più parlare di prevenzione, è già emergenza.