Sarà l’autopsia, eseguita presso l’obitorio dell’ospedale di Mercato San Severino, a chiarire definitivamente le cause della morte di Maria Barone, l’85enne trovata senza vita nella sua abitazione di via Nicotera 31 a Pellezzano.
Secondo quanto confessato dal figlio Antonio Durante, sarebbe stato lui a uccidere la donna, strangolandola mentre dormiva nella sua camera da letto. La tragedia si è consumata nella notte tra domenica e lunedì. Dopo il gesto, lo stesso Antonio Durante avrebbe contattato i carabinieri confessando il delitto: «Ho ucciso mia madre», avrebbe riferito ai militari intervenuti sul posto.
L’uomo viveva da circa quattro anni nell’abitazione insieme alla madre e al fratello Giovanni, più anziano di lui e affetto da una disabilità mentale legata a una diagnosi di schizofrenia stabilizzata dall’Asl. Agli investigatori avrebbe raccontato di non riuscire più a sostenere il peso della situazione familiare, segnata dalla necessità di assistere un’anziana non autosufficiente e un fratello fragile.
«Mi svegliava alle cinque del mattino per chiedermi una sigaretta», avrebbe spiegato ai carabinieri nel tentativo di descrivere una quotidianità vissuta come sempre più gravosa. Mamma e fratello litigavano e Antonio, che aveva rinunciato anche al suo lavoro per accudire la famiglia, non ha retto più il peso. Gli elementi raccolti finora delineerebbero un gesto maturato nel tempo. Lo stesso Durante avrebbe consegnato ai militari una somma di denaro, circa 3 mila euro destinati alle spese funerarie della madre e un ulteriore importo per garantire le prime necessità del fratello Giovanni.
Quest’ultimo è stato immediatamente preso in carico dai servizi sociali del Comune di Pellezzano e trasferito in una struttura di accoglienza. Una soluzione resa necessaria anche dall’assenza di altri familiari disponibili ad occuparsi di lui. La compagna di Antonio, insieme al figlio diciannovenne, sarebbe infatti rientrata nel proprio paese d’origine, mentre con il resto della famiglia i rapporti sarebbero da tempo compromessi.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino e della stazione di Pellezzano proseguono per ricostruire ogni dettaglio della vicenda, anche se il quadro emerso dalle prime verifiche appare già definito. Dopo i rilievi eseguiti nella notte dai militari e dal reparto scientifico, l’appartamento non è stato sottoposto a sequestro.Intanto, sull’accaduto è intervenuta l’amministrazione comunale di Pellezzano con una nota firmata dal sindaco Francesco Morra, che ha voluto chiarire il ruolo dei servizi sociali. Il primo cittadino ha precisato che il nucleo familiare non risultava in precedenza seguito dagli uffici comunali e che non erano mai pervenute segnalazioni o richieste di assistenza relative alla gestione dell’anziana madre o degli altri componenti della famiglia.
«Per quanto risultava ai servizi comunali, le necessità del nucleo venivano gestite all’interno della famiglia e non erano emersi elementi che consentissero all’amministrazione di rilevare una situazione di rischio o di particolare fragilità tale da determinare l’attivazione di specifici interventi sociali», ha spiegato Morra.


















