Il momento complicato della Salernitana si riflette anche sugli spalti, dove il malcontento per una stagione al di sotto delle attese sta alimentando una frattura sempre più evidente tra le diverse anime della tifoseria granata. A emergere sono soprattutto le differenti posizioni del Direttivo Salerno e del Direttivo Ultras della Curva Sud Siberiano, divisi sulle modalità e sulle motivazioni della contestazione nei confronti della società.
A riaccendere il dibattito è stato uno striscione apparso all’esterno dello stadio Arechi, firmato Curva Sud Siberiano e indirizzato all’amministratore delegato Umberto Pagano: «La contestazione è una conseguenza della vostra incompetenza…». Una presa di posizione che ha trovato una risposta diametralmente opposta nel comunicato degli Ultras Movement Salerno e Costiera al Seguito, intenzionati a chiarire la propria linea di condotta.
Il Direttivo Ultras prende le distanze dalle proteste dettate esclusivamente dai risultati sportivi, ribadendo la propria idea di tifo attraverso parole inequivocabili: «Non ci appartiene il modo di contestare sull’onda del risultato». E ancora: «Il nostro compito è sostenere, non destabilizzare». Una visione che punta a preservare l’unità dell’ambiente granata, senza però nascondere la delusione per il rendimento della squadra e per le due retrocessioni consecutive, ancora difficili da metabolizzare.
Nel comunicato, gli UMS riconoscono le criticità del momento, ma invitano a non alimentare ulteriori tensioni: «I risultati sono al di sotto delle aspettative, e su questo potremmo ragionare all’infinito. Ma buttare benzina sul fuoco in questo momento è inutile». Il gruppo rivendica inoltre il rispetto per la società, per chi ne sostiene economicamente il futuro e per tutti coloro che lavorano al suo interno, chiedendo al contempo maggiore considerazione per una tifoseria ormai esasperata.
La posizione degli Ultras, tuttavia, non rappresenta un appoggio incondizionato alla dirigenza. Nel testo viene ribadita la libertà di manifestare dissenso qualora emergano decisioni considerate contrarie alla storia e all’identità cittadina: «Resteremo liberi di contestare e lo faremo nel momento in cui valuteremo azioni, volte ad andare contro la nostra storia e la nostra città».
Il confronto tra i due schieramenti mette così in evidenza una divergenza che va oltre il giudizio sull’operato societario e sulle scelte tecniche, comprese le recenti contestazioni rivolte a Serse Cosmi. Al centro della discussione c’è il ruolo stesso del tifo organizzato: da una parte, chi ritiene necessario manifestare apertamente la propria insoddisfazione; dall’altra, chi considera prioritario sostenere la squadra, riservando la protesta a circostanze ritenute più profonde e incompatibili con i valori granata.
La spaccatura, sempre più visibile, si inserisce in un clima segnato da aspettative tradite e tensioni crescenti. Mentre la Salernitana cerca risposte sul campo, anche la tifoseria è chiamata a confrontarsi con le proprie divisioni, tra la necessità di far sentire la propria voce e il desiderio condiviso di riportare il club ai livelli che la piazza ritiene di meritare. Il futuro dell’ambiente granata passa anche dalla capacità di gestire questo dissenso senza trasformarlo in una frattura insanabile.



















