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Il negozio di alimentari e panificio in via Sabotino a Sarno è praticamente ormai un’edicola votiva con fiori e candele che non si contano. Tutti in qualsiasi maniera possibile hanno voluto testimoniare Vicinanza e solidarietà alla famiglia di Gaetano Russo il panettiere trucidato all’interno della sua attività con inaudita violenza da Andrea Sirica, il trentaquattrenne che è stato arrestato e per il quale la famiglia ora chiede il massimo della pena possibile. Hanno scelto di uscire allo scoperto di parlare davanti alle telecamere delle testate nazionali e locali il figlio Raimondo e le due figlie, protagoniste loro, malgrado dell’assassinio del padre, avvenuto proprio davanti ai loro occhi. 
Negli occhi di tutti e 3 figli di Gaetano Russo il vuoto che soltanto la giustizia potrà colmare. “Vogliamo giustizia, nostro padre è morto per salvare noi – dicono – quell’uomo dovrà pagare tutto fino alla fine”, chiedono suffragati dall’avvocato Giovanni Annunziata,  legale della famiglia. “Mio padre con lo sguardo mi ha chiesto di andare via ed io ho chiamato l’ambulanza, racconta una delle ragazze che ha creduto che fosse in pericolo di vita anche la mamma”. Con Andrea Sirica era andata a scuola insieme e lo aveva implorato di fermarsi, ma lui le aveva sputato in faccia. Sono ricordi terribili quelli che hanno voluto rendere pubblici perché temono che il riconoscimento dell’alterazione psicofisica e anche di un possibile stato di salute mentale non buono possa consentire all’assassino del padre di avere una pena ridotta. ”Lui continuava ad alzarsi presto la mattina e lo faceva per noi per aiutarci ed ora chiediamo giustizia fino all’ultima goccia”.