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Un rapporto completo perfino di coordinate per indicare luoghi e città delle manifestazioni Pro Pal. È un report sulle manifestazioni in Italia del 22 settembre, prodotto dal ministero israeliano per la diaspora e la lotta all’antisemitismo. Il documento porta la data del 21 settembre, ossia la vigilia dello sciopero generale per Gaza. Il rapporto è scaricabile dal sito del ministero. Reca i nomi delle principali associazioni promotrici dei cortei, ma anzitutto un indice di pericolosità in tre colori: basso (verde), medio (giallo) e alto (rosso). A Napoli è assegnato il massimo livello di rischio, quantomeno per gli interessi israeliani. Un giudizio condiviso con le manifestazioni di Roma, Milano e Venezia. Una classificazione però smentita dal corteo di due giorni fa. Nel serpentone partito da piazza Mancini non si sono registrati disordini, nonostante le decine di migliaia di partecipanti.

Di Napoli, gli israeliani sottolineano l’alto seguito degli organizzatori sul web. Secondo il report, le varie sigle promotrici sarebbero riconducibili alla pagina social Global Movement to Gaza Italia. “Sono previste numerose manifestazioni in tutta Italia – spiegavano gli analisti di Israele – nell’ambito dello sciopero generale del 22 settembre 2025, con una partecipazione prevista sia dalle regioni settentrionali che meridionali del Paese”.

Al governo Netanyahu è chiaro come la mobilitazione fosse “incentrata sull’opposizione a quello che gli organizzatori descrivono come il ‘genocidio a Gaza’”, ma anche “come risposta al silenzio e all’ipocrisia percepiti dai governi occidentali”. Insomma, anche a Gerusalemme hanno capito che “lo sciopero e le manifestazioni” si presentavano “come atti di solidarietà con Gaza e il popolo palestinese, con inviti a “cambiare la storia” e a resistere all’inazione del governo”. E se lo dicono loro.