“Sono a disposizione del Pd come uomo libero. Per me parlano dieci anni di lavoro per l’Irpinia”.
Va subito al sodo Maurizio Petracca, consigliere regionale uscente e capolista del Pd in vista delle prossime elezioni in Campania, in occasione dell’inaugurazione del comitato elettorale in Piazza Libertà.
Al suo fianco le due candidate donne “escluse” dal listino dem, Antonia Caruso di Avella e l’ex sindaco di Villamaina Stefania Di Cicilia. Poi una ricca platea, dal segretario provinciale dem Nello Pizza agli ex consiglieri comunali di Avellino Luca Cipriano, Enza Ambrosone, Nicola Giordano, Ettore Iacovacci , ma anche non iscriti al Pd come il consigliere di maggioranza Nicole Mazzeo che, prima aveva lasciato il gruppo di Gianluca Festa, poi costituto uno a sostegno di Laura Nargi.
Grande assente l’altro candidato nella lista dem,
E proprio ai due ex sindaci vengono rivolte le accuse maggiori del consigliere regionale rei, secondo il suo punto di vista, di aver abbandonato la causa civica per sostenere il centrosinistra.
Ma i problemi maggiori Petracca li tiene proprio in casa propria, in quel Pd che fino alla fine ha “litigato” per i nomi dei candidati. “Si potranno esprimere due dei quattro nomi sulla scheda, ma a rappresentare l’Irpinia saremo in sei – dice sul punto tra gli applausi- La direzione provinciale aveva deliberato un’ipotesi di lista che il livello regionale ha successivamente modificato. Due donne che avevano dato la loro disponibilità a candidarsi per il PD. Sono qui con me oggi a testimoniare la loro vicinanza al partito e la volontà di impegnarsi nella campagna elettorale, forse con ancora più convinzione di prima.
L’indicazione di Tonia Caruso non proveniva solo da me – sottolinea con riferimento all’ex sottosegretario Del Basso De Caro – ma rappresentava la scelta di una parte ampiamente maggioritaria del partito. C’era una logica chiara anche per la candidatura di Stefania Di Cecilia: esponente di rilievo del partito da molto più tempo di me, avrebbe rappresentato l’area dell’Ufita e dell’Alta Irpinia, mentre la dottoressa Caruso avrebbe dato voce al territorio del Vallo di Lauro-Baianese. Io, avellinese di nascita, completavo un quadro equilibrato. Quando però si vogliono fare dei giochetti, ognuno trova le proprie soluzioni”.
Quindi gli strali finali: “Ribadisco: sono e resto a disposizione del partito come uomo libero, e non ho bisogno di tutori o “balie”. Forse, da parte del neo-segretario regionale Piero De Luca, c’è stato un primo piccolo passo falso. Tuttavia, devo riconoscere che ha gestito la situazione con difficoltà, com’era prevedibile, considerate le molteplici sollecitazioni provenienti da diverse aree.
Credo — e non temo smentite — che le narrazioni che arrivano a Roma siano spesso difformi da ciò che accade realmente nei territori. Se così non fosse, significherebbe che a Roma c’è una certa distrazione rispetto a quanto avviene in provincia.
È ovvio che Piero De Luca avesse l’esigenza di trovare una sintesi: una sintesi è stata raggiunta, cercando di tenere tutti dentro. Mi auguro che la campagna elettorale possa svolgersi in un clima sereno, nonostante non sia iniziata nelle condizioni migliori.



















