Tre sere, un’unica emozione. Claudio Baglioni torna ad Avellino e il Teatro Carlo Gesualdo risponde con un abbraccio totale: biglietti polverizzati in poche ore, tre serate sold out già settimane prima dell’apertura del sipario. Un segnale forte, che racconta quanto l’artista romano resti una delle voci più amate e riconoscibili della musica italiana.
“Piano di volo – Solo” non è un semplice concerto, ma un viaggio dentro la memoria e il sentimento. Solo sul palco, accompagnato dal suo pianoforte digitale, Baglioni trasforma la scena in un racconto di vita, tra luci essenziali e parole che scorrono come pagine di un diario. È la dimensione più autentica del cantautore: quella in cui la voce, le mani e la poesia bastano a riempire il silenzio.
Durante le tre ore di spettacolo, l’artista alterna momenti di grande intensità a brevi riflessioni sul tempo, sull’amore, sulla fine dei percorsi. “L’amore non finisce, cambia solo casa”, dice con un sorriso, mentre il pubblico si lascia cullare da brani come Poster, Strada facendo, Amore bello, Questo piccolo grande amore, Avrai, Via. Ogni canzone diventa una finestra aperta su un’epoca, su un’Italia che Baglioni ha raccontato come pochi altri.
Il tour, ripreso dopo la pausa estiva, prosegue nei teatri del Sud Italia e segna un momento importante nel suo cammino artistico, a pochi passi dall’annunciato ritiro dalle scene previsto per il 2026. Ma più che un addio, questo spettacolo è un arrivederci dolce e consapevole. “Piano di volo – Solo” è un atto d’amore verso il pubblico, un modo per dire grazie prima di spiccare l’ultimo volo.
Baglioni, classe 1951, resta un’icona capace di fondere popolarità e profondità, melodia e parola. Il suo futuro guarda già oltre: nel 2026 prenderà il via il “Grand Tour – La vita è adesso”, un viaggio musicale e culturale che toccherà quaranta luoghi d’arte italiani. Ma intanto Avellino si gode questo momento unico, dove musica e memoria si fondono in un abbraccio che sa di storia.

















