La Cooperativa Amira ha celebrato oggi i suoi primi vent’anni di attività, un passaggio che ha segnato non soltanto una ricorrenza formale, ma l’evoluzione di un progetto capace di incidere profondamente su territori complessi e comunità vulnerabili. In questi due decenni, Amira ha consolidato una presenza costante e riconoscibile, diventando un punto di riferimento per chi vive situazioni di fragilità.
Le origini: un’idea nata dalla rete
Fondata nel 2005 con il contributo di un gruppo di piccole realtà imprenditoriali decise a investire in un modello innovativo di welfare sociale, Amira aveva iniziato ad affrontare i temi dell’infanzia, del disagio giovanile e del sostegno alle famiglie. La cooperativa aveva costruito, passo dopo passo, un metodo basato sulla vicinanza e sulla relazione quotidiana, in un contesto in cui la partecipazione di più soggetti territoriali aveva rappresentato una novità significativa.
Una rete che genera possibilità
Vent’anni dopo, Amira è diventata una rete dinamica che opera in vari ambiti considerati cruciali per la crescita sociale. Nei nidi educativi, la cooperativa ha coltivato opportunità per le nuove generazioni; nelle famiglie, ha trasformato la fragilità in ascolto e sostegno; con i giovani, ha offerto alternative concrete a situazioni di rischio; nel settore penale, ha promosso percorsi di rieducazione e consapevolezza, creando spazi in cui la rinascita è risultata possibile.
Le parole della Presidente
“Vent’anni di Amira significano vent’anni di volti, storie, mani tese e sogni condivisi. Abbiamo costruito legami, non servizi. Abbiamo messo al centro le persone, non i numeri. Abbiamo scelto di esserci, ogni giorno, nei luoghi dove spesso manca tutto, dove vi è il bisogno di risultare visibili”, ha dichiarato la Presidente, Manuela Capozzi, durante la cerimonia celebrativa.
Nel prosieguo dell’intervento, la Presidente ha aggiunto: “Celebrare questo traguardo significa affermare con forza che un’altra strada è possibile. E noi continueremo a percorrerla insieme alle comunità, con lo sguardo aperto e il cuore saldo”.

















