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Nel rito immancabile dei confronti elettorali c’è sempre la domanda più banale e più attesa: chi ha vinto? Una sorta di sport nazionale dove ci si concentra più sulle smorfie che sui programmi. Ma stavolta il verdetto non lo dà lo studio di SkyTg24: il vero vincitore lo scopriremo lunedì, al termine dello spoglio delle Regionali 2025. Per ora bisogna accontentarsi degli ultimi sondaggi, che davano ancora Roberto Fico e il centrosinistra avanti su Edmondo Cirielli.

Il confronto, condotto da Giovanna Pancheri, non ha deluso. Formula da dibattito all’americana, tempi serrati e perfino stretta di mano finale. Niente urla, ma una tensione sotterranea che si è accesa soprattutto sui grandi temi della campagna.

Sul lavoro, Cirielli non ha perso tempo: secondo lui bisogna smettere di “pagare i giovani per oziare”, riferimento non troppo velato al Reddito di cittadinanza. Fico ha ribattuto secco che i giovani campani non oziano affatto, anzi: “sono eccellenze che non accettano lavori poveri”. Scontro inevitabile, con Cirielli che ha rimarcato l’emorragia di giovani costretti a lasciare la regione e Fico che ha difeso la ratio del Reddito come strumento di formazione, non di inerzia.

Quando si è passati all’autonomia differenziata, Fico ha affondato con decisione: per lui la riforma “spacca il Paese” e il centrodestra campano è incoerente nel sostenerla. Cirielli ha provato a invertire la narrazione ricordando che l’autonomia è prevista dalla Costituzione e che non permetterà mai che venga tolto un euro al Sud. Ma Fico, ancora una volta, ha guardato verso Roma, insistendo sul fatto che il progetto Calderoli penalizzi il Mezzogiorno.

Due approcci diversi: Fico che colpisce il governo Meloni; Cirielli che punta il dito sui dieci anni di centrosinistra alla guida della Regione, accusando gli avversari di promettere oggi ciò che non hanno fatto ieri.

Il capitolo condono edilizio, rispolverato in manovra a una settimana dal voto, ha acceso ulteriormente gli animi. Per Fico è un insulto ai campani, “un espediente elettorale mascherato da norma tecnica”. Per Cirielli invece è un “atto di giustizia, perché tutte le regioni hanno beneficiato del condono tranne la Campania, ostacolata allora dalla giunta Bassolino”.

Gli appelli finali hanno confermato gli stili: Cirielli fa appello ad “un voto amministrativo, fondato sulle competenze“; Fico invita semplicemente ad andare alle urne, “votate chi volete, ma votate”, richiamando l’importanza civile e storica del diritto al voto.

Lo scontro ha messo in scena due strategie opposte: Fico concentrato sul governo nazionale e sulle scelte sbagliate dell’esecutivo, Cirielli impegnato a ricordare ogni minuto che il centrosinistra ha governato la Campania per un decennio senza realizzare ciò che ora promette.

Chi ha vinto il confronto? Dipende da chi lo guarda. Chi vincerà davvero? Lo sapremo solo lunedì, quando parleranno le urne. E lì non ci saranno né repliche né controrepliche.