Sul tema del dimensionamento scolastico, in relazione all’ordinanza collegiale del Consiglio di Stato, si registrano le dichiarazioni del Ministro Valditara che appaiono certamente parziali e fuorvianti, sicuramente confuse e aggiungono – a dispetto della solo dichiarata lealtà collaborativa con gli enti territoriali – tinte fosche e paradossali ad una vicenda di tagli e penalizzazioni per il mondo della scuola che va avanti da oltre due anni. Lo afferma la Regione Campania in una nota.
La Regione precisa che “innanzitutto, si tratta di un’ordinanza cautelare di sospensione degli effetti della decisione del TAR per mantenere la res litigiosa integra in attesa della decisione finale, con la quale la discussione del merito viene rinviata all’udienza pubblica del 28 aprile 2026. La questione centrale – relativa all’accertamento dei numeri reali della platea di alunni iscritti in Regione Campania, che il Ministero non ha ancora correttamente conteggiato – verrà decisa nel merito alla suddetta udienza, ma, nel contempo, il Consiglio di Stato, dubitando al riguardo della fondatezza dell’appello, ha ordinato al MIM di esibire i dati sulla popolazione scolastica effettiva in Campania, mai prodotti in primo grado dal Ministero nonostante plurimi e reiterati ordini del TAR”.
La nota prosegue sottolineando che “il Ministro Valditara, nelle affrettate e distratte riflessioni sul campo, ha omesso i seguenti passaggi dell’ordinanza n. 4187/2025 del Consiglio di Stato che, per amore della verità, riporto per esteso: “elementi a supporto dell’amministrazione ricorrente non sono ricavabili nemmeno dalla nota in data 5 novembre 2025, la quale si incentra sul dimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno scolastico (2026-2027), senza considerare che rispetto ad esso l’organico del personale dirigenziale è già determinato dalla programmazione nazionale”; “al medesimo riguardo può aggiungersi che per posizioni che eventualmente risultassero scoperte si può ricorrere all’istituto della reggenza”; “nella prospettiva del merito, che va fissato in conseguenza dell’accoglimento della presente istanza cautelare, si pone nondimeno l’esigenza di ordine istruttorio, ai sensi dell’art. 55, comma 12, cod. proc. amm., di chiedere al Ministero appellante chiarimenti, corredati della necessaria documentazione, sui dati relativi alla popolazione scolastica regionale campana utilizzati nell’ambito dei provvedimenti impugnati e di quelli complessivamente a disposizione”; “a questo scopo dovrà essere depositata in giudizio una relazione, con termine fino al 31 marzo 2026”.
La nota della Regione termina sottolineando che “La Regione Campania è costretta – si legge – a dover ancora rilevare che, su questa materia, a Roma si continua ad omettere e a travisare platealmente la realtà dei fatti e cioè che in Campania ci sono oltre 23.000 studenti in più rispetto a quelli desunti dai calcoli sbagliati del Ministero. Non c’entra l’Europa, il PNRR, l’avvio dell’anno scolastico: il Ministro produca i dati come ha già più volte chiesto il TAR Campania e come intima adesso il Consiglio di Stato”.




















