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Nei prossimi 10 anni saranno circa 800 i pensionamenti degli infermieri“. Grido d’allarme da parte di Francesca Olivieri, presidente provinciale dell’Opi (Ordine delle Professioni Infermieristiche) nel corso di un incontro formativo sulle eventuali emergenze territoriali come possono essere un terremoto o un’alluvione. Nel corso dell’incontro c’è stato spazio anche per un’analisi sul Sannio e sulla professione infermieristica con il 14% che lascerà il lavoro per raggiungimento dei limiti di età.

A Palazzo Paolo V incontro dedicato alla crescita professionale e al confronto tra colleghi per riconoscere, rafforzare e valorizzare il ruolo dell’infermiere nelle dinamiche di prevenzione, risposta e assistenza nelle emergenze. Per chi crede nella competenza, nel volontariato e nella collaborazione tra professionisti.

Chiaro il messaggio della presidente dell’Opi Olivieri: “L’assistenza di cura, quella di prossimità è tutta ad appannaggio infermieristico. Sul territorio abbiamo bisogno di infermieri capaci, competenti e organizzati”.

A porre i saluti istituzionali è stato il sindaco di Benevento Clemente Mastella d’accordo con la presidente Olivieri: “Senza infermieri ormai si fa fatica a procedere con il rapporto  tra il sistema rispetto al paziente”.  Il primo cittadino ha sottolineato come in Italia non ci sia una carenza di medici ma piuttosto di infermieri. “Sono pochi”.

Il sindaco ha ricordato come si sia stato affrontato recentemente il problema con il nuovo management dell’Asl, la dirigente Tiziana Spinosa, con infermieri che rischiavano di lasciare il Sannio per la scuola di specializzazione: “Abbiamo evitato questo problema che poteva essere estremamente serio. Rischiavano di andare a fare questi studi fuori provincia di Benevento. Abbiamo evitato tutto questo”. 

Come nasce questa crisi, la presidente Olivieri ha spiegato: “Gli interessi degli studenti non sono favorevoli su questa professione infermieristica. Stiamo lavorando a diversi progetti per incentivare a corsi di studi di infermieristica”. La presidente Olivieri ha poi affrontato il tema della compensazione dal punto di vista lavorativo: “Occorre puntare sul welfare,  istituire concorsi, attivare la mobilità. La strada è segnata. Occorrono politiche a sostegno di questa professione e stiamo lavorando su questa incentivazione per iscriversi al corso di laurea“. Poi la presidente Olivieri ha sottolineato: “Siamo in una visione medicocentrica per quanto riguarda l’organizzazione sanitaria del nostro territorio che penalizza la comunità infermieristica in generale. Questa è una professione autonoma, abbiamo bisogno di una gerarchia e di un’organizzazione che non sia fatta solo dal medico. L’infermiere assieme al medico è dedito alla salute del cittadino. L’infermiere sa quali sono i percorsi organizzativi e operativi della professione infermieristica”.  

Presente questa mattina il presidente nazionale di Cives (Coordinamento Infermieri Volontari Emergenze Sanitarie) Maurizio Fiorda che ha sottolineato: “Quando ci troviamo di fronte ad una fase emergenziale e soprattutto post emergenziale, quando subentra il volontariato, supportiamo la sanità locale in un momento di difficoltà. Gli infermieri di territorio della Asl subentrano per poter supportare e capire eventuali fragilità nel cittadino. Ad esempio l’anziano si è dimenticato l’insulina, può essere portato in un ambiente più sicuro e confortevole, fornendo all’anziano eventuali farmaci o quello che occorre”.