Tempo di lettura: 2 minuti

Dura vita, fare lo scrutatore alle elezioni. A regionali in Campania concluse, c’è chi si sfoga. “Sono stati tre giorni stressanti – spiegano -, di grandi responsabilità anche di natura penale”. E poi, mettici pure il “combattere coi rappresentanti di lista”. Quello non manca mai.

Festivo compreso, in tutto sono state 34 ore di lavoro. Ma intense. Così ripartite: sabato dalle 16 alle 20, domenica dalle 7 alle 23, e lunedì dalla 7 alle 21, con lo spoglio delle schede iniziato alle 15. La paga? “Sono 140 euro agli scrutatori e 180 ai presidenti di seggio” precisano. Che fanno circa 4.10 euro all’ora, nel primo caso, e 5.20 nel secondo. Altro che salario mimino, di cui si discute spesso. E sono somme a cui andrebbe pure detratto qualcosa. Ad esempio, spese impreviste di cancelleria. Necessità dovute all’acquisto di elastici, siccome “erano pochissimi”. Oppure “il nastro scotch, quello in dotazione era di bassa qualità”.

E poi l’atto conclusivo. Per certi versi, il momento più delicato. “La consegna dei famosi ‘bustoni’ – raccontano – dove si infilano schede elettorali e verbali”. I sacchi sono ingombranti, e vanno portati a destinazione. Vale a dire nei centri di controllo. Luoghi che possono distare anche molto dai seggi. “Una circolare – ci dicono – prescrive di usare mezzi propri per il trasporto, ma se non ne disponi il Comune ti manda un taxi al seggio, pagando la tariffa”. E qui viene il bello. “Il Comune ti paga solo il viaggio di andata – chiariscono -, una volta consegnati i ‘bustoni’, te ne devi tornare a spese tue”. E sono altri soldi da scucire, decurtando una paga non proprio da nababbi.