A ventiquattr’ore dalla frana che ha interrotto la Provinciale 374, il collegamento con il Santuario di Montevergine resta completamente bloccato. Le prime luci del giorno hanno confermato l’immagine emersa già nelle scorse ore: il versante è ancora instabile, il terreno continua a scivolare in alcuni punti e la strada appare profondamente compromessa, con avvallamenti e cedimenti che fanno presagire interventi lunghi e complessi.
Le squadre dei Vigili del Fuoco e i tecnici della Provincia hanno trascorso l’intera giornata in sopralluoghi e misurazioni. I droni della Protezione Civile hanno individuato ulteriori punti critici lungo il costone, dove l’accumulo di acqua infiltrata nel terreno potrebbe generare nuovi movimenti. Alcuni detriti continuano a scendere a valle, seppur in quantità ridotta, segno che il fronte non si è ancora completamente assestato.
I quindici religiosi rimasti al santuario proseguono la loro quotidianità in condizioni di isolamento, ma senza particolari emergenze. I generatori funzionano regolarmente e le scorte interne risultano sufficienti per affrontare i prossimi giorni. La Prefettura mantiene un contatto costante con la comunità, monitorando eventuali necessità e assicurando il flusso di informazioni sulle operazioni in corso. Il rapporto tecnico elaborato nelle ultime ore, e trasmesso anche al ministero dell’Interno affinché il ministro Matteo Piantedosi fosse aggiornato sull’evoluzione del quadro, indica che la priorità è la messa in sicurezza del versante prima di qualunque tentativo di ripristino del traffico. Gli specialisti stanno valutando la possibilità di installare barriere provvisorie e reti di contenimento per impedire ulteriori scivolamenti, ma ogni intervento dovrà tenere conto della conformazione particolarmente irregolare del terreno.
Sul fronte istituzionale, i Comuni interessati hanno richiesto una riunione straordinaria per definire un piano condiviso di interventi. La Provincia sta lavorando a una stima dei danni, necessaria per avviare le procedure di finanziamento. L’ipotesi più probabile è che la strada debba essere sottoposta a un consolidamento profondo e a un rifacimento strutturale in alcuni tratti, con tempistiche che non appaiono brevi.
Al santuario, dunque, la situazione resta stabile ma in attesa. L’assenza di un collegamento diretto con la valle impone prudenza e ha già portato alla sospensione delle attività aperte ai fedeli. Tutto dipenderà dai tempi necessari per consolidare l’area: solo dopo la certificazione della sicurezza, la Provincia potrà definire un cronoprogramma per il ripristino della viabilità.
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